31 ottobre 2010
AAA, idee cercasi
30 ottobre 2010
I soldi non danno la felicità...
26 ottobre 2010
A ciascuno il suo... Oktoberfest!
Vediamo di fare un breve relatorio di quello che é stata la settimana passata... lavoro, trasloco, lavoro, trasloco, lavoro... Oktoberfest e trasloco.
Pesante... ho due borse sotto gli occhi che sembrano carrelli della spesa e piú che muovermi agilmente mi trascino come un bradipo... help! Poi di certo anche io non mi do una mano... potevo starmene a casa e fare i "fatti" con calma, ma no... sarebbe stato troppo facile.
Fiacca a parte son poi contento, perché mi son divertito un bel pó ed abbiam fatto una serata alla vecchia maniera.
La differenza tra il vero Oktober e l' imitazione non é tanta, soprattutto se a questa festa si chiedono birra a fiumi, cibi grassi e gente ubriaca... vi sembrerá la vera Baviera.
La cittá che ospita la manifestazione nasce 160 anni fa da una colonia tedesca, Blumenau, e si trova in una valle dove il vento non si adentra neanche per sbaglio... questa "condizione" la rende una città molto umida e per questo non del tutto accogliente.
Arrivati a Blumenau che fare... o bere come dei lavelli o due passi in centro... ma meglio farli da sobri altrimenti possono mandare in crisi... le case sono in perfetto stile tedesco, negozi di vestiti tipici tirolesi, hotel con nomi tipo Neu Bremen, Stuttgart ecc... si rischia di soffrire di allucinazioni... meglio bere chiusi in un bar.
18 ottobre 2010
Considerazioni post-weekend
16 ottobre 2010
L'illuminazione...
12 ottobre 2010
Fenarreco, sprechen sie deutsch?
10 ottobre 2010
Manzoni?! Ma sei fuori?!
Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti, de' quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza; egli si maraviglia d'essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso. Quanto più si avanza nel piano, il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quell'ampiezza uniforme; l'aria gli par gravosa e morta; s'inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose; le case aggiunte a case, le strade che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, al campicello del suo paese, alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà, tornando ricco a' suoi monti.
Ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo, chi aveva composti in essi tutti i disegni dell'avvenire, e n'è sbalzato lontano, da una forza perversa! Chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, e disturbato nelle più care speranze, lascia que' monti, per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere, e non può con l'immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno! Addio, casa natìa, dove, sedendo, con un pensiero occulto, s'imparò a distinguere dal rumore de' passi comuni il rumore d'un passo aspettato con un misterioso timore. Addio, casa ancora straniera, casa sogguardata tante volte alla sfuggita, passando, e non senza rossore; nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa.