Tra vent' anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite.
Mark Twain


15 luglio 2012

Emergenze alimentari

Come dicevo un pò di tempo fa: Italia = mangiare = esigente (e per alcuni = menate).
Sono settimane molto "corride" come si dice qua, ovvero di corsa, molte ore di lezione e quindi poco tempo per prepararmi da mangiare, un male molto comune oggigiorno.
Quando faccio la spesa al supermercato, prevedo sempre l' acquisto di alcuni cibi rapidi di emergenza, facili, veloci e sufficientemente nutritivi (un sogno).
Di solito compro gli hamburger di pollo di una marca molto famosa in Brasile, la Seara, i loro prodotti sono abbastanza buoni e hanno un gusto chimico ancora tollerabile.
Nell'ultima spesa che ho fatto, però, non ho trovato nessun prodotto del genere di questa marca, così ne ho approfittato per conoscere la concorrenza, di cui forse è meglio non fare il nome, visto quello che sto per dire.
E giovedì, finalmente, si è presentata l'urgenza... "è la vostra ora nuovi amici surgelati, fate il vostro dovere!".
Metto sui fornelli la padella che di solito uso per le piadine, la scaldo un minuto a fuoco medio, e ci scaravento sopra in tutta fretta gli hamburger.
Nel frattempo torno verso il computer, chiudo un paio di documenti e alcuni minuti dopo un odore nauseabondo invade la casa.
Sembrava di avere un cane bagnato sotto il naso, l'odore era così forte che persino le finestre spalancate hanno fatto fatica a spurgare l'appartamento.
"Cosa faccio adesso con queste schifezze!?" mi sono chiesto... buttare via del cibo è doloroso, e quelle poche volte che lo devo fare, sento la voce di mio nonno che mi rimprovera per l'inutile spreco... ma questa volta non è invano, lo faccio per la mia salute, e se non lo do ai porci è perché amo gli animali.
Cuidado com o frango! (Occhio al pollo!)

11 luglio 2012

Se c'è la salute...

"Paese che vai usanze che trovi", uno dei tanti motti che non fanno una grinza.

Prima di venire ad abitare in questi lidi, non mi sarei mai sognato di mettermi una muta e fare surf, non mi ero mai visto come professore di italiano in una scuola, tanto meno lavorare in uno studio di moda con delle squinzie di 14 anni alte un metro e ottanta... ma questo ormai, è acqua passata.
Il bello dell' osare è questo: provare e lasciarsi trasportare dalle good vibes... minc#ia come scrivo alternativo oggi!
Questo ultimo anno è stato fisicamente cruciale, sono riuscito a trovare una condizione fisica che mancava da tempo... a dire il vero, mai avuta... e tutto questo a lo devo esclusivamente a ciò che mi circonda.
Per vivere bene la città di BC bisogna saper cogliere le "buone vibrazioni" che sa offrire e, dato che culturalmente diciamo pure che siamo alla frutta, l' ambiente, i servizi e le persone stesse sembrano indicare la "rotta dei piaceri dello sport" come la direzione giusta per vivere in salute fisica e mentale in questa città del sud.
Cosa fanno le persone che vivono qui per mantenersi in forma?
Beh le palestre che ho frequentato i primi tempi (ora non mi servono più) erano sempre piene, e, per le dimensioni della città ce ne sono tante; inoltre, soprattutto nei fine settimana, le spiagge sono sempre piene di persone che camminano o che giocano a tutto quello che si possa immaginare, dal beach volley ai racchettoni, dallo stand up allo slackline (vedi foto).
Poche settimane fa, leggevo su un giornale nazionale, che in una classifica fatta da nonsisachi, Florianopolis è la città più "in forma" di tutte, con una percentuale molto alta di giovani e meno che si tengono in forma.
E San Paolo? Pensate che sia molto attiva, vero? Purtroppo non gode di una buona salute generale... anzi, si colloca addirittura al penultimo posto nazionale, battuta solo dalla città di Porto Velho, capitale dello stato di Rondonia. In effetti, pensandoci bene, come può essere la qualità di vita di una città di 15(?) 18(?) 20 milioni di abitanti!?
Saúde!

19 giugno 2012

Condivisioni in calo

Usando questo post come una nuova pagina di un diario mi vien da dire... poca voglia di scrivere.
Sto passando un' ennesima fase della mia vita, tanta voglia di vivere. come sempre, ma nessuna voglia di "comunicarlo" e soprattutto di condividerlo on-line.
Da un pò di settimane ho congelato il mio profilo personale di Facebook, mi sono reso conto del "male" che mi fa... da opportunità si è trasformato in perdita di tempo e falso contatto con le amicizie, o meglio, la mia visione si è trasformata, non FB.
Guardo quella foto di quel mio amico che non vedo da un pò... lo vedo bene, mi sembra felice... è in una bellissima piazza di Berlino con altri amici che conosco... wow!
Così invece di farmi raccontare dai miei amici quello che fanno, ci pensa già Facebook... scusa eh, ma che c#zzo! Possibile che devo perdere anche il piacere di parlare con le persone (con meno frequenza, ok) e non vivere più quel momento di sorpresa al sapere delle belle e brutte notizie!?
Preferisco parlarti una volta all' anno, con quell' emozione di chi non sa e vuol sapere... e non che ti vedo dopo tanto tempo e sai (o meglio, pensi di sapere) già tutto quello che ho passato in quest' anno lontano da casa, e viceversa.
Non so, secondo me sto regredendo, sento sempre meno la necessità di certi aggeggi diventati fin troppo parte del nostro quotidiano... e poi ci mettiamo che il tempo passa anche per me... insomma certi mezzi non mi bastano più.
E' più di un mese che ricarico il cellulare... se non fosse per lavoro forse prenderebbe un bel pò di polvere anche quello.
Quando ho "oscurato" FB alcune persone mi hanno chiesto se stavo bene, che non dovevo tagliare con i miei amici... dai ragazzi... mi sembra una reazione un pò esagerata... del resto come facevano anche solo 10 anni fa? Va tutto bene e non è perché voglio fare l' eremita che faccio così... è che certi mezzi non mi attraggono più, mi sento meglio senza.
Sono sempre io... ho fatto solo un downgrade, tutto qua.

02 giugno 2012

Alta tensione

Mi sento svuotato, sono fisicamente lontano da casa e con la mente altrettanto lontana dal corpo.
Qui, a migliaia di km di distanza, senza nessuna voglia di raccontare quello che mi accade, senza il bisogno di parlare di questa bella terra, la mia testa è là dove sono cresciuto, la preoccupazione è tanta e non riesco a mantenere la concentrazione nel mio quotidiano.
Ci sono momenti in cui mi sento una scimmia allo zoo... tutti che mi guardano con lo sguardo di compassione, che mi chiedono di casa mia e io che preferisco sempre scappare da queste domande. Capisco ed apprezzo l' interessamento, molto, ma al contrario di altre persone, quando non sono a posto mi allontano e preferisco il silenzio alle domande.
"Fa solo che passi questo momento" me lo ripeto spesso, e allo stesso tempo spero che questa sofferenza della gente non sia invano, mi auguro che, come in ogni disavventura della vita, le persone possano carpire qualcosa da tutto questo caos e trarne benefici a livello umano.
Ho sentito dire tante belle cose riguardo a chi sta aiutando, alle forze scese in campo a protezione dagli sciacalli fino a quegli instancabili volontari, è un sollievo poter contare su tanta gente.
Speriamo che questo sia un brutto modo di chiudere un' era e l' inizio di una nuova epoca di pace tra le persone e con l' ambiente.

25 maggio 2012

In una parola...

Dignità.
E' quello che mi aspettavo ed è quello che ho visto attraverso la tv, i giornali online, le telefonate.
Molto distanti dai comuni piagnistei fatti a telecamera "accesa", molto lontani dalle sceneggiate (spesso giustificate) e dalle solite frasi proclamate che citano sempre: "dov' è lo stato!?".
Mi aspettavo una grande dignità, è stata mostrata a tutti, e allo stesso tempo mi emoziona ancora... come tutte quelle persone che non ci tengono a mostrare sconforto solo perché "è il loro momento di fama", la sofferenza c'è, ma è un' emozione che spesso cerchiamo di condividere con chi ci è vicino, perché non resti solo un' insieme di parole.
Vedere da lontano, come me in questo caso, non vuol dire conoscere e condividere, ma un pò ci si sente addosso una sensazione di irrequietezza, di responsabilità e allo stesso tempo di impotenza... tante persone che conosco si trovano in questa situazione, ed essere un inerme spettatore non è sufficiente, quando è casa tua ad essere colpita.


Orgoglioso della terra da cui vengo, di questa gente umile ed instancabile.

21 maggio 2012

Il terremoto... un pensiero

Domenica mi sveglio più tardi del solito, è l' unica mattina in cui posso rimanere a letto e ne voglio approfittare, come nei vecchi tempi... la sveglia alle 9 non fa molto effetto mi serviranno ulteriori 40 minuti.
Connetto il portatile e ricevo una telefonata su Skype da San Paolo:
- "Come sta la tua famiglia? Da loro tutto bene?"
- "Sì, ma... perché!? E' successo qualcosa!?"
- "C'è stato un terremoto, chiamali."

Anche se una parte di me non crede che possa essere successo niente di grave, l' altra si gela e l' adrenalina aumenta il battito cardiaco.
Stanno succedendo tante cose negative nel mio paese, e il fatto di essere lontano non aiuta a sentirmi meglio, anzi.
Per fortuna non è successo granché a Modena, se non tanta paura per quel che ne so, ma ugualmente non mi sento tranquillo, la terra è viva e non risponde alle nostre regole.
In tv vedo tutte quelle cittadine del nord dell' Emilia colpite, i monumenti purtroppo ne hanno risentito molto, alcuni sembrano essere passati sotto un bombardamento... ma anche se alcune persone ci hanno lasciati, mi viene da dire che sì... peccato per i monumenti, centinaia di anni di storia andati in pochi attimi, però le persone sono molto più importanti e dobbiamo capire che poteva andare peggio.
Ora cerchiamo di andare avanti, superare questa inaspettata difficoltà e cerchiamo di essere uniti.
A mio modo Vi sono vicino.

02 maggio 2012

Serra Gaúcha


Il lungo weekend del primo di maggio è stato sfruttato bene, un bel viaggio nella Serra Gaúcha, cominciando dal versante catarinense.
La meta finale non è stato l' unico punto di interesse, non è da me viaggiare in questo modo, devo sempre trovare qualche cosa nel cammino che possa farmi sviare dalla rotta convenzionale... anche se spesso i tempi di viaggio si allungano e non di poco.
Sabato mattina, di buon ora, ci alziamo, carichiamo i suoceri, e partiamo in direzione sud, meta finale Cambarà do Sul (RS).
Come detto prima, il nostro modo di viaggiare non ammette tabellini di marcia ed orari rigidi, e questo fa a botte con lo stile dei suoceri... ma se hanno voluto viaggiare con noi dovranno adattarsi un pò anche loro, no?
La prima fermata è Urubici, 915 metri s.l.m. e poco più di 10.000 anime, in una delle regioni più fredde del Brasile, per la cronaca, una delle poche mete brasiliane dove poter ammirare la neve.
La cittadina si è rivelata molto bella e più pulita ed ordinata di quanto pubblicizzato sulla rete, ed oltre al classico "schema" chiesa principale-piazza cittadina, ha offerto altri punti naturalistici molto interessanti, tra i quali alcuni graffiti decretati di circa 4 mila anni fa, la cascata do Véu da Noiva e la cascata do Avental.
Proseguendo nel nostro tour arriviamo finalmente alla Serra do Rio do Rastro, dico finalmente perché è il secondo tentativo, il primo nel 2008 era andato malissimo, a causa della nebbia non eravamo riusciti a vedere nulla... ma questa volta, dopo un inizio indeciso, si è aperto un panorama davvero bello.
Visto il tempo e l' orario decidiamo di andare in direzione Criciuma, città nota per essere un importante polo ceramico, cosa che a noi oggi interessa ben poco, ma prima di arrivare a destinazione ci aspetta un assaggio di fuori strada della lunghezza di una ventina di km... il nostro piccolo suv se la cava bene, ma il nero metallizzato si nasconde sotto uno spesso strato di fango... per la disperazione del suocero che non spiaccica una parola ed incrocia nervosamente le braccia.
Il giorno 2 comincia presto, alle 8 siamo già per strada carichi per affrontare l' ascesa alle montagne di confine, e dopo i primi 45 minuti di strada asfaltata arriva il tratto più divertente, un off-road di circa 60 km con pendenze iniziali davvero notevoli (il mio suocero è sempre più nervoso).
Dopo i primi 12 km arriviamo in cima alla Serra che coincide con il confine con Rio Grande do Sul, e lo spettacolo delle sommità ci lascia senza fiato, mi sento davvero a casa.
Distese infinite di terra praticamente deserta, e grosse fazendas a km di distanza una dall' altra... questo è lo scenario dei nostri primi 40 km di strada non convenzionale.
Cambarà do Sul è raggiunta, arriviamo alla fazenda dove avevamo prenotato qualche giorno prima, scarichiamo e ripartiamo per il Canion do Itaimbezinho.
La segnaletica è molto scarsa, e le strade non sono invitanti, ma per fortuna abbiamo tempo ed una piccolo suv, per cui affrontiamo il tutto con tranquillità ed in circa 30 minuti arriviamo all' entrata del Parco dei Canion.
Ci sono diversi sentieri da percorrere, e uno dopo l' altro copriamo i pochi km per arrivare ai vari miradores e goderci lo spettacolo... davanti a noi circa 6 km di parete verticale con uno strapiombo di circa 700 metri... bellissimo, vale davvero la pena visitarlo.
Il giorno 2 finisce e dopo una notte passata nella fredda ma bellissima fazenda (in camera avevamo circa 7°C) arriviamo al giorno 3, ovvero alla fine del nostro giro, e così ci rimettiamo in marcia per rientrare, passando per un altra strada chiamata Rota do Sol e per la città balneare di Torres, anche questa molto bella, con infinite spiagge ed onde enormi, altro che le ondine che prendo io!

Alla fine del viaggio i km percorsi sono circa 1.230, abbiamo consumato circa 110 litri di benzina per un totale di R$ 300,00.

Alla fine sono anche sopravvissuto al suocero che di sicuro avrà pensato a come farmi fuori in 1.000 modi diversi... visto che gli ho ridotto la macchina ad una grossa palla di melma colante... oh, ma solo a me piace imbrattare di fango la macchina!?

22 aprile 2012

Olodum!

Che energia!
Dopo una settimana un pò abbacchiato dall' influenza ci voleva proprio un pò di carica primordiale... e chi può trasmetterti quest' energia se non un gruppo come Olodum?
Oggi si è chiusa la tappa brasiliana della Volvo Ocean Race, competizione estrema su barca a vela, la quale prevede il giro del mondo e la navigazione dei mari più ostili della Terra. A metà pomeriggio le 5 barche superstiti sono rientrate in mare aperto in direzione Miami, e dopo circa 2 settimane di manifestazioni e shows, la Vila da regata chiude i battenti a testa alta, dopo aver dato prova di essere in grado di organizzare eventi di questa portata.
La popolazione stessa è rimasta piacevolmente colpita dall' inaspettato successo, non si è sentito parlare di problemi né di organizzativi tantomeno di ordine pubblico, e la gente ha risposto con la consueta passione che riconosciamo al popolo brasiliano... magari non una passione in stile carioca, ma anche lo stile catarinense non ha lasciato a desiderare.
La chiusura odierna "dei giochi" ha richiamato molta gente, attratta dall' annunciata festa e dal gruppo forse più rappresentativo della Bahia, Olodum.
Questo gruppo non è solo una band musicale, ma un' organizzazione attiva contro il razzismo e in aiuto dei giovani meno abbienti, ha all' attivo vari dischi autoprodotti ed è un simbolo nazionale riconosciuto mondialmente.
Dicevo... che energia!!!
Olodum è energia, ritmo primordiale e divertimento puro... quant' è bello vedere un' artista che si diverte e diverte!?
Stracarico!

PS- Olodum ha partecipato anche al video di Micheal Jackson "they don' t care about us"

13 aprile 2012

Atropelado = investito

E' una parola che non credo che verrà mai spiegata dal "baracchino" che ho messo in fondo a destra del blog... ma che approfitto per insegnarvi per raccontarvi questa ultima news.

Mezzora fa, non di più, mi è successo quello che, probabilmente, può succedere a qualsiasi ciclista che si trovi a pedalare in una città brasiliana, ovvero venire investito da una macchina.
Dico subito che a parte qualche graffio e sbucciatura qua e là, non è successo niente, diciamo che ho avuto la fortuna di cadere (o volare) molto bene, sono veramente fiero di me hahaha(scherzo ovviamente).
Com' è andata... sono sulla pista ciclabile e vedo due macchine ferme in fila all' incrocio, immobili, purtroppo chi è davanti ha i vetri oscurati e non riesco a vedere se sta guardando anche dalla mia parte, così proseguo.
Vuoi dire che il personaggio non decida di partire proprio mentre passo io?
Avrò fatto i 15 km all' ora, non di più, e un attimo dopo aver sentito partire il motore dell' auto mi sento centrare prima sul pedale e poi su tutto il di dietro della bici... l' impatto non è stato di quelli da film, grazie al cielo, ma abbastanza forte per far volare la bici da una parte e me dritto in avanti.
Per un attimo i rumori di sottofondo sembravano spariti, i tipi al bar proprio davanti a me hanno appoggiato le loro birre sui tavoli e sono rimasti in silenzio, gli altri ciclisti che arrivavano hanno bloccato i loro mezzi nell' attesa di vedermi rialzare e dire qualcosa.
Io, nonostante qualche sbucciatura, mi sono alzato con l' anima in totale pace con il mondo persino con la povera signora che stava uscendo dalla macchina in lacrime, molto più spaventata di me.
Finito l' attimo di silenzio le persone che avevano assistito hanno cominciato ad inveire contro la sbadata signora, che vi assicuro era veramente dispiaciuta e mortificata.
Povera... avrebbe potuto essere mia madre... mi teneva il braccio come se lo tenesse a suo figlio, mi è veramente dispiaciuto tanto... ma d' altro lato penso che la prossima volta guarderà meglio.
Siamo stati sul posto al massimo 5-6 minuti, la gente si era messa tranquilla vedendo che io stavo bene, e soprattutto vedendo che cercavo di tranquillizzare la signora che non smetteva di piangere e di stringermi il braccio... forse è stato più traumatizzante dell' atterraggio fuori programma.
Morale della storia...
La Poderosa ha preso una brutta botta ma ce la farà, non sembra aver subito delle conseguenze oltre allo spavento ed al manubrio "intortato", ed io sono sempre più consapevole del fatto che le strade qui siano troppo pericolose.
Due curiosità...
La prima è che giusto ieri mia madre al telefono mi diceva quanto fosse rimasta impressionata dalla pericolosità delle strade locali...
La seconda è che solo 5 minuti prima parlavo con una collega e chiudevo con l' affermazione "un altro giorno di vita se n' è andato" (stavamo guardando alla fine di un' altra settimana di lavoro)... la devo smettere di dire queste cose!
Buon weekend!

04 aprile 2012

Alles Gute!

L' anno scolastico è ripartito alla grande e anche gli interessati alla nostra amata lingua italiana si stanno rifacendo sotto, non tanti eh, me ne aspettavo di più, ma non posso lamentarmi.
Da alcuni giorni mi sono messo alla caccia di alcuni testi per poter insegnare privatamente, non voglio limitarmi a preparare le lezioni, ma gira e rigira e non trovo un libro uno che sia diverso da "parla tutto in italiano in 15 minuti" o "l' italiano a gesti"... eh sé... va beh.
Da qualche settimana mi sono rimesso sotto con il tedesco, ho trovato un corso nella vicina Itajaí, e devo dire che la lingua, per quanto difficile (almeno per ora) mi piace proprio.
Ho una prof davvero toga, si chiama Monica... Frau Monica per gli alunni... ed ha girato in lungo e in largo il mondo oltre ad aver vissuto in Italia, Inghilterra ed altri paesi che ora non ricordo più.
In giro ci sono sempre delle persone interessanti, quando penso a quanto sono fortunate quelle persone col posto fisso e di quanto vorrei tornare ad avere il "c#lo caldo", arriva puntuale una persona con la sua storia fatta di repentini cambiamenti di vita, esperienze un pò qua e un pò là, e veramente tanto da raccontare... e soprattutto un bell' equilibrio emozionale, non so come dire, una di quelle persone che non hanno bisogno del costante consenso degli altri e che ridono e piangono a loro comandamento, non altrui... beh di fronte a queste persone mi ricredo e torno a ritenermi fortunato, ho l' opportunità di vivere la vita.
Frau Monica... davvero forte... proprio per il suo corso di tedesco domenica mi sono avventurato nel mio primo acquisto on line su un sito brasiliano, e con mia grande sorpresa devo dire che sono rimasto soddisfatto... avevano preventivato 8 giorni per la consegna di un libro e ce ne hanno messi 3... non mi era mai capitato un servizio espresso così espresso!
Nelle ultime settimane il tempo sta cambiando, si è fatto più fresco, le giornate si sono accorciate per finire verso le 18e30, proprio ora infatti il sole è scomparso dietro alle verdi montagnuzze che vedo dalla finestra... ancora un paio di mesi e saremo al freddo, esattamente come 10 mesi fa.