Un'espressione per dire "molto di fretta" è: muito corrido... ed è quello che posso dire di questo ultimo mese.
Oggi però, sono a buon punto con i miei affari, sono a buon punto con il lavoro, con gli studi... e mi avanza del tempo, mi auguro altri giorni come questo.
Dicevo dell'università.
Da esattamente un mese ho cominciato un corso di graphic design, in una delle università locali.
Quando ero in Italia ho lavorato diversi anni nel campo della progettazione e il mondo del prodotto mi è abbastanza famigliare, così... perché non allargare un pò più gli orizzonti e cercare di capire qualcosa in più di grafica?
Come dicevo, è solo un mese che ho cominciato il corso, per cui non posso tirare delle conclusioni, ma, da osservatore, esamino e considero.
A livello di metodo di insegnamento devo dire che dove studio io è molto diverso dall'università che ricordo io.
Le lezioni hanno del contenuto ovviamente, ma c'è una maggiore interattività tra prof e alunni, così come più progetti e simulazioni da presentare in quasi tutte le lezioni.
Il campus è molto animato, non so come sia ora in Italia, ma qua non ci si annoia... mi ricorda molto quei campus americani che si vedono in tv.
Poi c'è di bello che c'è molta iterazione tra aziende e università, si sente davvero che le cose succedono... insomma c'è molto entusiasmo, speriamo che duri.
Una cosa che mi fa un pò sorridere è l'apparenza di certi alunni, soprattutto alcuni dei più giovani di 18-19 anni hanno un'apparenza molto adolescenziale, capelli assurdi, magri scheletrici o dei bombolotti trascurati.
Niente in contrario... probabilmente ero così anch'io.
E insomma... sono una matricola, o come si dice qua, un calouro.
Tra vent' anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite.
Mark Twain
27 marzo 2013
25 marzo 2013
Multitasking
Cosa dire... ormai sarete abituati a vedermi sparire nel nulla... già, sono veramente incostante.
Quest'ultimo mese è stato, anzi è, pieno di cose... e se già il break italiano/berlinese mi ha riempito di entusiasmo ed idee, adesso che ho cominciato l'università sono ancora più imballato di cose.
E' vero... non avevo ancora detto che a dicembre dello scorso anno ho fatto una selezione per entrare all'università senza dover fare i test di ammissione... non dico mai gatto (ecc. ecc.)... e così ho aspettato l'inizio delle lezioni prima di renderlo pubblico... perciò cos'è successo... ho passato la selezione col mio CV ed un portfolio, ed ora sono una matricola del mondo universitario d'oltre oceano... come dicono qua un "calouro".
Appena avrò un attimo vi dirò cosa ne penso, per ora mi limito a dire che sono ancora presente e leggo sempre tutte le email che mi arrivano, e vi ringrazio per continuare a scrivermi.
Ora però devo mettermi avanti con un lavoro che devo consegnare urgentemente, altrimenti sono fregato!
A presto!
26 febbraio 2013
E io invece torno!
Oggi non si può parlare d'altro, d'altronde... ne va del nostro futuro... si dice così.
Chi vive fuori "casa" e non soffre della sindrome di Giuda (caratteristica di chi rinnega il proprio paese), ha sicuramente dato almeno una sbirciata ai risultati delle elezioni, e l'ha vissuto con la stessa intensità di chi vive attivamente la quotidianità italiana.
Al di là dei risultati, che possono piacere o meno, tutto questo tumulto elettivo mette in evidenza gli estremi caratteriali che fanno parte del nostro essere.
Ribadisco il fatto che vedere il proprio paese dall'esterno, da un punto di vista differente, secondo me farebbe bene a tutti, nessuno escluso.
Dico questo perché, che piaccia o no, è sempre più evidente che viviamo in un mondo molto diverso da quello di 30 anni fa, dove il provincialismo aveva forse ancora un senso.
Oggi credo che se vogliamo far parte di un contesto globale, dobbiamo prima capirlo e poi provare a muoverci e fare qualcosa in tale direzione... e come possiamo farlo se chi ci governa oggi non è cambiato negli ultimi 30 anni e peggio ancora era già vecchio a suo tempo?
E questo per sparare "solo" sui politici, ma personalmente mi trovo molto d'accordo con l'intervento a Sanremo 2013 di Bisio.
Una cosa che non mi lascia indifferente quando torno in Italia, una volta all'anno, è che non noto nessuna differenza con gli anni precedenti... sembra tutto ghiacciato... persino i capelli della vicina di casa sono rimasti assolutamente uguali (è spaventoso).
Conservare, per certi aspetti è un bene, ma restare immobili nella speranza di non perdere quello che abbiamo conquistato (o meglio altri hanno conquistato per noi) diventa preoccupante, e purtroppo questo atteggiamento lo vedo anche in tanti cari amici.
Tornando alle elezioni... purtroppo internet non va sempre così veloce, così ieri mi sono dovuto affidare a Rai International, che a sua volta mi ha messo in mondo-visione Vespa e il suo strabenedetto Porta a Porta, e mi sono ritrovato ad ascoltare i soliti papponi incartapecoriti che si perdono nelle più futili chiacchiere e se la sghignazzano tra di loro... con quell'atteggiamento di fintissima preoccupazione per il Paese.
Se non fosse che sto imparando ad essere una persona più paziente, spaccherei una tv al giorno.
Dall'altra parte comincia il piagnisteo di coloro che "peggio di così non può andare"... e per questo non fanno assolutamente nulla, se non piangere, e il paese va giù... e chi vive in certi paesi dell'estero sa perché va giù... perché c'è di peggio, ci sono tante "sfighe" nel mondo che non ce le immaginiamo nemmeno!
Abbiamo mille modi per rimanere informati, con tutti questi apparecchi multimediali e quadri-band, wi-fi e multitouch del cavolo, e crediamo ancora di essere i più poverini sulla Terra!!!
Ora ritorno ad essere un uomo paziente e a sperare di poter tornare a vivere in un Paese dignitoso.
Chi vive fuori "casa" e non soffre della sindrome di Giuda (caratteristica di chi rinnega il proprio paese), ha sicuramente dato almeno una sbirciata ai risultati delle elezioni, e l'ha vissuto con la stessa intensità di chi vive attivamente la quotidianità italiana.
Al di là dei risultati, che possono piacere o meno, tutto questo tumulto elettivo mette in evidenza gli estremi caratteriali che fanno parte del nostro essere.
Ribadisco il fatto che vedere il proprio paese dall'esterno, da un punto di vista differente, secondo me farebbe bene a tutti, nessuno escluso.
Dico questo perché, che piaccia o no, è sempre più evidente che viviamo in un mondo molto diverso da quello di 30 anni fa, dove il provincialismo aveva forse ancora un senso.
Oggi credo che se vogliamo far parte di un contesto globale, dobbiamo prima capirlo e poi provare a muoverci e fare qualcosa in tale direzione... e come possiamo farlo se chi ci governa oggi non è cambiato negli ultimi 30 anni e peggio ancora era già vecchio a suo tempo?
E questo per sparare "solo" sui politici, ma personalmente mi trovo molto d'accordo con l'intervento a Sanremo 2013 di Bisio.
Una cosa che non mi lascia indifferente quando torno in Italia, una volta all'anno, è che non noto nessuna differenza con gli anni precedenti... sembra tutto ghiacciato... persino i capelli della vicina di casa sono rimasti assolutamente uguali (è spaventoso).
Conservare, per certi aspetti è un bene, ma restare immobili nella speranza di non perdere quello che abbiamo conquistato (o meglio altri hanno conquistato per noi) diventa preoccupante, e purtroppo questo atteggiamento lo vedo anche in tanti cari amici.
Tornando alle elezioni... purtroppo internet non va sempre così veloce, così ieri mi sono dovuto affidare a Rai International, che a sua volta mi ha messo in mondo-visione Vespa e il suo strabenedetto Porta a Porta, e mi sono ritrovato ad ascoltare i soliti papponi incartapecoriti che si perdono nelle più futili chiacchiere e se la sghignazzano tra di loro... con quell'atteggiamento di fintissima preoccupazione per il Paese.
Se non fosse che sto imparando ad essere una persona più paziente, spaccherei una tv al giorno.
Dall'altra parte comincia il piagnisteo di coloro che "peggio di così non può andare"... e per questo non fanno assolutamente nulla, se non piangere, e il paese va giù... e chi vive in certi paesi dell'estero sa perché va giù... perché c'è di peggio, ci sono tante "sfighe" nel mondo che non ce le immaginiamo nemmeno!
Abbiamo mille modi per rimanere informati, con tutti questi apparecchi multimediali e quadri-band, wi-fi e multitouch del cavolo, e crediamo ancora di essere i più poverini sulla Terra!!!
Ora ritorno ad essere un uomo paziente e a sperare di poter tornare a vivere in un Paese dignitoso.
15 febbraio 2013
Belli pieni
Vai a capire che ca##o passa per la testa della gente.
E' di oggi una news piuttosto sconcertante.
Balneario Camboriù, come ho già detto più volte, è una città con un enorme potenziale, gode di un ottimo clima ed è immersa in una natura fantastica.
BC, però, sta diventando sempre di più la latrina del turista, che viene qui sì a portare soldi, ma riduce la città in un grande cesso a cielo aperto.
Si sta discutendo molto, in queste ore, su una legge in via di approvazione che prevede una forte penalizzazione nei confronti di tutti i mezzi non motorizzati ed elettrici.
La legge prevederebbe una multa ed il ritiro del mezzo (sia esso bici, skate, pattini e qualsiasi altro mezzo di locomozione "alternativo") nel caso in cui il conducente non si trovi sulla pista ciclabile o, qualora non fosse presente, non si percorresse la strada a lato del marciapiede.
Quando ho letto le prime righe dell'articolo di giornale che ne parlava, non capivo dove fosse il problema, perché secondo me è giusto che se esiste una pista ciclabile la si usi.
Poi, continuando a leggere arrivo alla nota stonata del pezzo.
Per come le strade, le piste ciclabili e i parcheggi sono stati concepiti, è praticamente impossibile non andare contro questa legge, perché tra il marciapiede e la strada ci sono le macchine, in tutte le principali vie della città.
Balneario Camboriù non è mai stato l'esempio, almeno da quando io mi trovo qui, di una buona gestione ambientale, disincentivando molte volte l'utilizzo di mezzi alternativi e portando sempre di più al congestionamento del traffico e ad una conseguente invivibilità della città stessa (ed è poi questo il motivo che quando qui arrivano le ferie estive preferisco farmele al freddo).
Qui non ci sono alternative all'automobile o alle moto, ed il trasporto pubblico è un disastro in tutti i sensi, senza considerare tutto il caos dei mezzi che stanno bruciando in queste settimane come a Novembre.
Sono ormai 3 mesi che non si riesce più a percorrere il centro in automobile perché è una unica maleodorante fila di auto.
Io non so cosa passa nella testa della gente che viene a spendere vagonate di soldi per venire qua d'estate, sul serio, io non capisco cosa possa esserci di tanto "chic" (visto che piace tanto questa parola) in una città imballata di gente schiamazzante, autoradio a tutto volume, aria irrespirabile sia per le auto che per i sistemi fognari, e per dei marciapiedi che sono inutilizzabili per gran parte della città... e non vado oltre.
In ogni angolo di mondo civilizzato (e con questo non sto tirando in ballo l'Italia) si da importanza ad un vivere sostenibile, con la consapevolezza che quello che abbiamo tra le mani ha un grande valore... e in quei paesi Civili le persone capiscono e sanno cosa vuol dire tutto ciò, e non lo usano solo per il marketing o per fare bella figura al bar.
E' di oggi una news piuttosto sconcertante.
Balneario Camboriù, come ho già detto più volte, è una città con un enorme potenziale, gode di un ottimo clima ed è immersa in una natura fantastica.
BC, però, sta diventando sempre di più la latrina del turista, che viene qui sì a portare soldi, ma riduce la città in un grande cesso a cielo aperto.
Si sta discutendo molto, in queste ore, su una legge in via di approvazione che prevede una forte penalizzazione nei confronti di tutti i mezzi non motorizzati ed elettrici.
La legge prevederebbe una multa ed il ritiro del mezzo (sia esso bici, skate, pattini e qualsiasi altro mezzo di locomozione "alternativo") nel caso in cui il conducente non si trovi sulla pista ciclabile o, qualora non fosse presente, non si percorresse la strada a lato del marciapiede.
Quando ho letto le prime righe dell'articolo di giornale che ne parlava, non capivo dove fosse il problema, perché secondo me è giusto che se esiste una pista ciclabile la si usi.
Poi, continuando a leggere arrivo alla nota stonata del pezzo.
Per come le strade, le piste ciclabili e i parcheggi sono stati concepiti, è praticamente impossibile non andare contro questa legge, perché tra il marciapiede e la strada ci sono le macchine, in tutte le principali vie della città.
Balneario Camboriù non è mai stato l'esempio, almeno da quando io mi trovo qui, di una buona gestione ambientale, disincentivando molte volte l'utilizzo di mezzi alternativi e portando sempre di più al congestionamento del traffico e ad una conseguente invivibilità della città stessa (ed è poi questo il motivo che quando qui arrivano le ferie estive preferisco farmele al freddo).
Qui non ci sono alternative all'automobile o alle moto, ed il trasporto pubblico è un disastro in tutti i sensi, senza considerare tutto il caos dei mezzi che stanno bruciando in queste settimane come a Novembre.
Sono ormai 3 mesi che non si riesce più a percorrere il centro in automobile perché è una unica maleodorante fila di auto.
Io non so cosa passa nella testa della gente che viene a spendere vagonate di soldi per venire qua d'estate, sul serio, io non capisco cosa possa esserci di tanto "chic" (visto che piace tanto questa parola) in una città imballata di gente schiamazzante, autoradio a tutto volume, aria irrespirabile sia per le auto che per i sistemi fognari, e per dei marciapiedi che sono inutilizzabili per gran parte della città... e non vado oltre.
In ogni angolo di mondo civilizzato (e con questo non sto tirando in ballo l'Italia) si da importanza ad un vivere sostenibile, con la consapevolezza che quello che abbiamo tra le mani ha un grande valore... e in quei paesi Civili le persone capiscono e sanno cosa vuol dire tutto ciò, e non lo usano solo per il marketing o per fare bella figura al bar.
13 febbraio 2013
Carnevale finito, torniamo a lavorare
Quest'anno sono stato più fortunato, più degli altri anni, ma più degli anni precedenti devo dire che ne ho avuto bisogno.
Il 2012 è stato un altro anno particolare, lavorativamente prospero, ma con qualche picco di insoddisfazione personale che mi ha fatto desiderare tanto le ferie ed il conseguente cambio d'aria.
Non lo nego, sono venuto in Italia che non ne potevo più di Balneario Camboriù.
Troppa gente, troppo caos e troppo cara!!!
Così mi sono fatto ben cinque settimane di ferie, di cui la maggior parte passate in Italia con parentesi tedesca, a Berlino.
Ho fatto tutto quello che dovevo, ho visto tutti (o quasi) quelli che speravo, ho mangiato tutto (e decisamente troppo!) quello che ho potuto e sono stato accontentato (fin troppo) in quanto a neve caduta.
Poi arrivato qua mi ritrovo a dovermi riabituare alla mia vita attuale, ci impiego una settimana circa, aspetto il finire del carnevale ed ora diciamo che si può ricominciare a fare le persone serie, e soprattutto a lavorare.
Come ho trovato l'Italia in negativo l'ho già scritto: + banche, + centri di telefonia, + buche nelle strade, + aziende abbandonate, + dispendiosa e anche un pò + tamarra.
Piccola delusione delle mie vacanze è stata la parentesi milanese, mi spiego meglio... di solito Milano è sempre stata una boccata d'aria fresca dal punto di vista del design e delle idee, dell'innovativo... quest'anno devo dire che di idee nuove e tendenze alla luce del giorno ne ho viste poche; mentre ho visto che ha trovato spazio più che altro una sorta di "tamarranza" generale (vedi il portare le braghe altezza sotto-palla stile commessi di A&F).
Poi ho trovato anche della gente ben disposta e più terra/terra del solito, questo è stato di sicuro il punto più positivo.
Ora sono di nuovo qua, al mare e al caldo.
19 gennaio 2013
Ancora qualche giorno
Sono e sarò in vacanza ancora per un pò, vitaccia eh!?
Ogni anno al mio ritorno in Italia scatta il "trova le differenze", cos'è cambiato dall'anno precedente?
Quest'anno credo di aver trovato più cambiamenti... ad oggi ho visto:
- Un fottio di banche in più, mi chiedo come mai, visto che non ci sono più soldi;
- Un fottio di centri Tim, Wind, Vodafone e 3... se i soldi non ci sono cosa facciamo... telefoniamo di più?
- Le stesse buche nelle strade con l'aggiunta di nuove, ormai non è più piacevole guidare nemmeno qui;
- Un numero ancora più elevato di gente schizzata... ma nel vero senso della parola.
Comunque, a parte questo, l'Italia è sempre bella... ma come tanti mi vien da dire che è un gran peccato perché chi la gestisce è come si dice in Brasile: "sem vergonha".
Ogni anno al mio ritorno in Italia scatta il "trova le differenze", cos'è cambiato dall'anno precedente?
Quest'anno credo di aver trovato più cambiamenti... ad oggi ho visto:
- Un fottio di banche in più, mi chiedo come mai, visto che non ci sono più soldi;
- Un fottio di centri Tim, Wind, Vodafone e 3... se i soldi non ci sono cosa facciamo... telefoniamo di più?
- Le stesse buche nelle strade con l'aggiunta di nuove, ormai non è più piacevole guidare nemmeno qui;
- Un numero ancora più elevato di gente schizzata... ma nel vero senso della parola.
Comunque, a parte questo, l'Italia è sempre bella... ma come tanti mi vien da dire che è un gran peccato perché chi la gestisce è come si dice in Brasile: "sem vergonha".
26 dicembre 2012
Natale e ferie
Il mio primo Natale al caldo.
Sì, nonostante sia fuori dall'Italia da un pò di tempo questa era la prima volta che mi facevo il Natale al caldo.
Io non ho più grandi aspettative da questo giorno "magico", però sinceramente mi piace più passarlo al freddo della mia terra, in compagnia della mia amata montagna.
Qui non ho notato un gran spirito natalizio, se così lo vogliamo chiamare, molto simile al nostro, ma piuttosto una consueta voglia di fare festa, niente di strano insomma.
Innanzitutto, dove sono io si valorizza molto la cena della vigilia, il piatto principale è il chester... il peru recheado... insomma, il tacchino ripieno; niente tortellini o lasagne, ma non si può dire che non si mangi bene.
Del resto mi hanno colpito un paio di cose... mentre ero alla cassa della Loterica (un equivalente delle nostre Poste) per pagare la luce, un signore sulla settantina è entrato ed ha chiamato l'attenzione di tutti noi per augurarci un felice Natale... non sembrava ubriaco, a quanto pare aveva appena vinto una discreta cifra al lotto, ed era contento come una Pasqua, a Natale.
Un'altra situazione interessante è successa il giorno prima, il 23, mentre eravamo in spiaggia, una canzone di Natale in versione tecno annunciava un signore decisamente sovrappeso vestito da Babbo Natale che era nel cassone di un pick-up e lanciava caramelle e chewing gum ai passanti e a noi che eravamo beatamente sdraiati in riva al mare.
Altre cose memorabili non ne ho viste, ma mi è sembrato che in una località turistica come la mia, le persone vivano questa festività come un giorno di vacanza praticamente come gli altri... con una gran voglia di starsene al mare e bersi serenamente la loro birretta gelata.
Ed ora finalmente ferie.
Per un pò di tempo non entrerò online, ma sporadicamente mi ci intrufolerò.
Non posso fare altro che augurarvi buone feste, un buon 2013, sperando che il futuro ci riservi una bella ondata di positività... ma ricordiamoci che ciò dipende anche da noi.
Apriamo la nostra mente alle opportunità che il mondo ci offre, e ricordiamoci che l'Italia, la nostra realtà, qualunque essa sia, non è il mondo... ci sono tante situazioni diverse ed intriganti anche là fuori, in un mondo così apparentemente pieno di difetti.
Um grande abraço.
Sì, nonostante sia fuori dall'Italia da un pò di tempo questa era la prima volta che mi facevo il Natale al caldo.
Io non ho più grandi aspettative da questo giorno "magico", però sinceramente mi piace più passarlo al freddo della mia terra, in compagnia della mia amata montagna.
Qui non ho notato un gran spirito natalizio, se così lo vogliamo chiamare, molto simile al nostro, ma piuttosto una consueta voglia di fare festa, niente di strano insomma.
Innanzitutto, dove sono io si valorizza molto la cena della vigilia, il piatto principale è il chester... il peru recheado... insomma, il tacchino ripieno; niente tortellini o lasagne, ma non si può dire che non si mangi bene.
Del resto mi hanno colpito un paio di cose... mentre ero alla cassa della Loterica (un equivalente delle nostre Poste) per pagare la luce, un signore sulla settantina è entrato ed ha chiamato l'attenzione di tutti noi per augurarci un felice Natale... non sembrava ubriaco, a quanto pare aveva appena vinto una discreta cifra al lotto, ed era contento come una Pasqua, a Natale.
Un'altra situazione interessante è successa il giorno prima, il 23, mentre eravamo in spiaggia, una canzone di Natale in versione tecno annunciava un signore decisamente sovrappeso vestito da Babbo Natale che era nel cassone di un pick-up e lanciava caramelle e chewing gum ai passanti e a noi che eravamo beatamente sdraiati in riva al mare.
Altre cose memorabili non ne ho viste, ma mi è sembrato che in una località turistica come la mia, le persone vivano questa festività come un giorno di vacanza praticamente come gli altri... con una gran voglia di starsene al mare e bersi serenamente la loro birretta gelata.
Ed ora finalmente ferie.
Per un pò di tempo non entrerò online, ma sporadicamente mi ci intrufolerò.
Non posso fare altro che augurarvi buone feste, un buon 2013, sperando che il futuro ci riservi una bella ondata di positività... ma ricordiamoci che ciò dipende anche da noi.
Apriamo la nostra mente alle opportunità che il mondo ci offre, e ricordiamoci che l'Italia, la nostra realtà, qualunque essa sia, non è il mondo... ci sono tante situazioni diverse ed intriganti anche là fuori, in un mondo così apparentemente pieno di difetti.
Um grande abraço.
24 dicembre 2012
21 dicembre 2012
La fine del mondo
Eh ragazzi, le sfortune non arrivano mai sole.
Purtroppo, anche questo leitmotiv della profezia Maya ha deluso le aspettative, ci prendono proprio tutti in giro... poveri noi.
Io dico grazie al cielo che anche questa data è passata, così la smettiamo di crearci dei problemi, possiamo uscire dal nostro rifugio anti-atomico a andare a vedere le vetrine in centro, ma mi raccomando solo guardare.
Io non so se sono fuori io (probabile) o se la maggioranza delle persone ha dei problemi.
Hanno appena trasmesso in tv un reportage sopra il mancato disastro planetare, dove si metteva in evidenza tutto il movimento generato da questo vociferato allarme e quello che hanno mostrato è preoccupante.
Qui in Brasile, nella cittadina di Alto Paraiso (citata in Brazilian Zen), non si trovava una camera nemmeno a pagarla oro già da mesi, nemmeno nei bunker costruiti per l'occasione.
Quello che però mi lascia perplesso è l'innumerevole messaggi di "ingiurie" rivolte ai Maya, che sinceramente non vedo che colpa possano avere... a me viene da dire che i rincoglioniti siamo noi.
Le ipotesi a nostro svantaggio e che ci decreterebbero una "tribù" di pirla sono molte... prima di tutto il messaggio non menzionava nessuna pioggia di meteoriti, per cui, se vi siete fatti venire il torcicollo a guardare il cielo... chi sono i pirla?
Noi, mica i Maya.
Il messaggio trovato non era nemmeno completo, per cui, vai a sapere te checc@#zo c'è scritto su quel sasso... magari è una sorta di sms arcaico, poteva essere di un uomo appena tradito dalla sua ragazza che augurava i peggiori accidenti al suo rivale in amore, cosa ci andiamo ad inventare!? Ma per favore!
Pensateci un pò... non riusciamo a leggere indizi o scritti moderni, che fanno parte del nostro attuale modo di comunicare, e vogliamo andare a interpretare dei messaggi di migliaia di anni fa, e dal messaggio poco chiaro ne tiriamo fuori una questione di estinzione della razza umana.
E poi... il controsenso, invece di offendere sti poveretti che hanno fatto una vita decisamente più dura di noi, perché non ci decretiamo fortunati visto che anche questa è scampata?
Non so, è questione di punti di vista.
Insomma, per fortuna che anche il 21 dicembre se n'è andato, così possiamo cambiare discorso e trovare altro per cui preoccuparci... e cerchiamo di non trovare un argomento positivo, sarebbe troppo noioso.
Purtroppo, anche questo leitmotiv della profezia Maya ha deluso le aspettative, ci prendono proprio tutti in giro... poveri noi.
Io dico grazie al cielo che anche questa data è passata, così la smettiamo di crearci dei problemi, possiamo uscire dal nostro rifugio anti-atomico a andare a vedere le vetrine in centro, ma mi raccomando solo guardare.
Io non so se sono fuori io (probabile) o se la maggioranza delle persone ha dei problemi.
Hanno appena trasmesso in tv un reportage sopra il mancato disastro planetare, dove si metteva in evidenza tutto il movimento generato da questo vociferato allarme e quello che hanno mostrato è preoccupante.
Qui in Brasile, nella cittadina di Alto Paraiso (citata in Brazilian Zen), non si trovava una camera nemmeno a pagarla oro già da mesi, nemmeno nei bunker costruiti per l'occasione.
Quello che però mi lascia perplesso è l'innumerevole messaggi di "ingiurie" rivolte ai Maya, che sinceramente non vedo che colpa possano avere... a me viene da dire che i rincoglioniti siamo noi.
Le ipotesi a nostro svantaggio e che ci decreterebbero una "tribù" di pirla sono molte... prima di tutto il messaggio non menzionava nessuna pioggia di meteoriti, per cui, se vi siete fatti venire il torcicollo a guardare il cielo... chi sono i pirla?
Noi, mica i Maya.
Il messaggio trovato non era nemmeno completo, per cui, vai a sapere te checc@#zo c'è scritto su quel sasso... magari è una sorta di sms arcaico, poteva essere di un uomo appena tradito dalla sua ragazza che augurava i peggiori accidenti al suo rivale in amore, cosa ci andiamo ad inventare!? Ma per favore!
Pensateci un pò... non riusciamo a leggere indizi o scritti moderni, che fanno parte del nostro attuale modo di comunicare, e vogliamo andare a interpretare dei messaggi di migliaia di anni fa, e dal messaggio poco chiaro ne tiriamo fuori una questione di estinzione della razza umana.
E poi... il controsenso, invece di offendere sti poveretti che hanno fatto una vita decisamente più dura di noi, perché non ci decretiamo fortunati visto che anche questa è scampata?
Non so, è questione di punti di vista.
Insomma, per fortuna che anche il 21 dicembre se n'è andato, così possiamo cambiare discorso e trovare altro per cui preoccuparci... e cerchiamo di non trovare un argomento positivo, sarebbe troppo noioso.
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17 dicembre 2012
Prof di italiano (1st round)
Queste ultime settimane ho ricevuto un sacco di domande sull'argomento "prof" e, così, ho deciso di farci un post... vedrò di essere esauriente.
Ecco alcuni punti da valutare prima di "immergersi" in questa professione.
1- Dove viviamo è richiesta la figura dell'insegnante di italiano?
Per rispondere a questo possiamo considerare:
A- Dimensioni della città in cui ci troviamo.
E' ovvio che in una città delle dimensioni di São Paulo, Rio o Belo Horizonte la figura del "teacher" è richiesta.
Sarà facile trovare delle scuole che cerchino un prof, così come dei singoli alunni che vi chiedano lezioni private.
B- Presenza o meno di università.
Università vuol dire ragazzi con i più vari interessi ed esigenze... c'è un'università? Vengono offerti corsi tipo architettura, design di moda e/o altri tipi, gastronomia, relazioni internazionali? Se è presente una buona parte di questi siete a cavallo.
2- Qual'è il nostro livello di portoghese?
E' un punto importante, perché all'inizio le maggiori difficoltà che incontreremo saranno nella spiegazione delle basi della nostra lingua, per cui, saper comunicare ed avere un buon vocabolario base è importante.
3- Abbiamo abbastanza pazienza ed entusiasmo?
La pazienza per me è stata una scoperta, perché non mi è mai piaciuto ripetere le cose, e in questo lavoro è indispensabile saper sorridere anche all'ennesima spiegazione dello stesso argomento.
L'entusiasmo è anch'esso importante, dato che l'italiano non è una lingua così facile, e chi non è abituato ad imparare una lingua straniera è più predisposto alla frustrazione del novello... in altri termini, perdiamo uno studente (che di per se è come una sconfitta) e perdiamo ovviamente delle entrate, guadagnando, di contro, una pessima pubblicità... e vi avverto... qui il passaparola va ancora molto forte!
Per cui, cercate di trasmettere energia positiva e cercate di capire dove andare ad agire affinché lo studente non si lasci abbattere.
4- Siamo in grado di riprendere in mano la nostra conoscenza della lingua?
Ok, io pensavo di essere messo bene, ma già all'inizio mi sono accorto che avevo bisogno di dedicarmi molto per ritornare su certe regole ormai dimenticate, e, credetemi, ogni giorno ne salta fuori una!
5- Come insegnare italiano?
Questo è soggettivo, ma quello che ho capito è che qui non c'è un insegnamento del portoghese così forte come in Italia dell'italiano... mi dispiace dirlo ma (almeno dove sono io) la conoscenza della lingua è un pò scarsa, per cui, sebbene questo sia un punto a nostro vantaggio, può essere ancora più difficile insegnare italiano, soprattutto a livelli più "alti". Mi capita quasi tutti i giorni, infatti, di cercare di spiegare delle parole in italiano e l'alunno non sa nemmeno l'esistenza della parola nella sua lingua.
Allo stesso tempo dobbiamo pensare che non per forza il modo in cui abbiamo imparato noi sia il "metodo" per eccellenza.
In fin dei conti quando abbiamo imparato una seconda lingua non dedicavamo tutta l'attenzione e il tempo che si dedicava al nostro amato italiano, per cui non pensate che si debba spiegare l'analisi logica punto per punto, le regole e tutte le eccezioni della grammatica.
Con il tempo si trova il giusto equilibrio e si impara ad essere essenziali, che spesso è il requisito più efficace.
6- Quali credenziali sono richieste?
Dipendendo dalla scuola dove si vuole insegnare sono richiesti o meno degli attestati di studio.
Nel mio caso, quando sono entrato nella scuola dove ancor oggi mi trovo, mi hanno fatto un mini-training, mi hanno seguito durante le prime lezioni e per un periodo venivano richiesti dei feedback agli alunni per vedere se si trovavano bene con me.
Nella mia scuola, inoltre, a completamento del semestre viene consegnato agli alunni un formulario, con tutte le valutazioni inerenti alla scuola ed al professore che hanno.
L'argomento può essere ulteriormente approfondito, ma oggi mi fermo qui, se avete domande sarò felicissimo di rispondervi... prima di andare in vacanza ovviamente, perché dopo... stacco col mondo!
Vi abbraccio!
Ecco alcuni punti da valutare prima di "immergersi" in questa professione.
1- Dove viviamo è richiesta la figura dell'insegnante di italiano?
Per rispondere a questo possiamo considerare:
A- Dimensioni della città in cui ci troviamo.
E' ovvio che in una città delle dimensioni di São Paulo, Rio o Belo Horizonte la figura del "teacher" è richiesta.
Sarà facile trovare delle scuole che cerchino un prof, così come dei singoli alunni che vi chiedano lezioni private.
B- Presenza o meno di università.
Università vuol dire ragazzi con i più vari interessi ed esigenze... c'è un'università? Vengono offerti corsi tipo architettura, design di moda e/o altri tipi, gastronomia, relazioni internazionali? Se è presente una buona parte di questi siete a cavallo.
2- Qual'è il nostro livello di portoghese?
E' un punto importante, perché all'inizio le maggiori difficoltà che incontreremo saranno nella spiegazione delle basi della nostra lingua, per cui, saper comunicare ed avere un buon vocabolario base è importante.
3- Abbiamo abbastanza pazienza ed entusiasmo?
La pazienza per me è stata una scoperta, perché non mi è mai piaciuto ripetere le cose, e in questo lavoro è indispensabile saper sorridere anche all'ennesima spiegazione dello stesso argomento.
L'entusiasmo è anch'esso importante, dato che l'italiano non è una lingua così facile, e chi non è abituato ad imparare una lingua straniera è più predisposto alla frustrazione del novello... in altri termini, perdiamo uno studente (che di per se è come una sconfitta) e perdiamo ovviamente delle entrate, guadagnando, di contro, una pessima pubblicità... e vi avverto... qui il passaparola va ancora molto forte!
Per cui, cercate di trasmettere energia positiva e cercate di capire dove andare ad agire affinché lo studente non si lasci abbattere.
4- Siamo in grado di riprendere in mano la nostra conoscenza della lingua?
Ok, io pensavo di essere messo bene, ma già all'inizio mi sono accorto che avevo bisogno di dedicarmi molto per ritornare su certe regole ormai dimenticate, e, credetemi, ogni giorno ne salta fuori una!
5- Come insegnare italiano?
Questo è soggettivo, ma quello che ho capito è che qui non c'è un insegnamento del portoghese così forte come in Italia dell'italiano... mi dispiace dirlo ma (almeno dove sono io) la conoscenza della lingua è un pò scarsa, per cui, sebbene questo sia un punto a nostro vantaggio, può essere ancora più difficile insegnare italiano, soprattutto a livelli più "alti". Mi capita quasi tutti i giorni, infatti, di cercare di spiegare delle parole in italiano e l'alunno non sa nemmeno l'esistenza della parola nella sua lingua.
Allo stesso tempo dobbiamo pensare che non per forza il modo in cui abbiamo imparato noi sia il "metodo" per eccellenza.
In fin dei conti quando abbiamo imparato una seconda lingua non dedicavamo tutta l'attenzione e il tempo che si dedicava al nostro amato italiano, per cui non pensate che si debba spiegare l'analisi logica punto per punto, le regole e tutte le eccezioni della grammatica.
Con il tempo si trova il giusto equilibrio e si impara ad essere essenziali, che spesso è il requisito più efficace.
6- Quali credenziali sono richieste?
Dipendendo dalla scuola dove si vuole insegnare sono richiesti o meno degli attestati di studio.
Nel mio caso, quando sono entrato nella scuola dove ancor oggi mi trovo, mi hanno fatto un mini-training, mi hanno seguito durante le prime lezioni e per un periodo venivano richiesti dei feedback agli alunni per vedere se si trovavano bene con me.
Nella mia scuola, inoltre, a completamento del semestre viene consegnato agli alunni un formulario, con tutte le valutazioni inerenti alla scuola ed al professore che hanno.
L'argomento può essere ulteriormente approfondito, ma oggi mi fermo qui, se avete domande sarò felicissimo di rispondervi... prima di andare in vacanza ovviamente, perché dopo... stacco col mondo!
Vi abbraccio!
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