Tra vent' anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite.
Mark Twain
06 marzo 2014
Little Italy, faccio cose, vedo gente
Sono passati quasi 4 anni, se ripenso a quello che ho vissuto mi sento felice di aver compiuto questo passo, nonostante tutto.
Negli anni sono passati parecchi italiani, la maggior parte dei quali si è spostata od è tornata a casa.
Noi italiani siamo strani, gente di mondo, pseudo-avventurieri e i più provinciali sulla faccia della terra, molti di noi stanno letteralmente fuggendo dall'Italia con la nausea del fare italiano, poi arrivano qua e si chiudono a blocco ancora tra di loro.
Quando sono arrivato a BC, il primo conterraneo lo conobbi dopo circa 8 mesi, non che lo cercassi... ma mi fece un gran piacere poter parlare finalmente la mia lingua e condividere spezzoni e situazioni tipiche nostre.
Adesso è veramente facile trovarne, ce ne sono molti di più... per fortuna? Boh.
Il problema è che la tendenza dell'italiano all'estero, e mi riferisco alla compagine nella quale vivo, è che l'italiano è una bestia che va presa con le molle, con molta cautela.
Quello che ho vissuto in prima persona mantiene vivo il ricordo di alcune brutte cose che vedo quando penso alla mia gente.
L'italiano che in Italia non ti caga, qua invece diventa tuo "amico" in un attimo, ancora più facilmente se hai quell'atteggiamento... della serie "faccio cose, vedo gente", se fai vedere che "tu sì che sai come si fa".
Proprio quel modo di fare che piace a me insomma...
E se, come dicevo, all'inizio era un sollievo, ora di primo acchito, mi tengo a debita distanza e mi avvicino con molta diffidenza.
L'italiano medio che conosco ed ho conosciuto io non mi fa rimpiangere nemmeno per un attimo la società media italica, e anzi... mi rende sempre più chiaro il motivo per cui navighiamo nella mer_a.
Si lamenta costantemente dei difetti della gente del posto ma lui non fa diversamente.
Parla della politica italiana come ne parlavano i suoi vecchi.
È perennemente smaronato, alcuni di questi sembrano sempre voler mettere le mani addosso a chiunque la pensi diversamente.
Dice che odia le persone che chiedono di pagare a credito e a loro volta devi rincorrerli per avere quello che ti spetta.
E proprio in questo ambito devo dire che probabilmente non lavorerò più per un italiano qua... perché con i brasiliani sì, ho avuto dei problemi a ricevere, ma mai come con gli italiani.
Questioni "nostre", di cose che da 4 anni vedo e cerco di non vedere per pensare che l'Italia è fatta di tanta brava gente (perché in fondo, da povero illuso, lo credo ancora).
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24 febbraio 2014
Apparecchio per i denti, la nuova moda del millennio
Ieri sera, poco prima di uscire di casa, casualmente lo zapping mi porta sul canale Globo, e stava passando un servizio sulla nuova moda del momento, che è appunto l'apparecchio per i denti.
Fino ad un anno fa sembrava che fosse soltanto una moda di alcuni paesi asiatici, e molti siti brasiliani si sentivano distanti da questa realtà (vedi articolo globo.com), ed invece...
La moda, per quanto un principiante come me in materia possa capirne, consiste nel mostrare un sorriso "customizzato", evidenziato da apparecchio e fili colorati che si intrecciano, formando colori sgargianti ed un sorriso... sgargiante.
Se fino a qualche anno fa nessuno voleva mettere quell'aggeggio ridicolo in bocca, ora gli adolescenti brasiliani (e di altri paesi) fanno di tutto per farsi prescrivere l'uso del medesimo dal dentista.
Ora voi direte: "ma i dentisti se sono seri lo prescrivono solo in caso di reale necessità!"... ed infatti è così, il problema è che è nato un mercato parallelo di fili di ferro e fili colorati, venduti da venditori facinorosi e non solo.
Succede infatti che nei mercatini locali, qui chiamati "camelô", i venditori, che per lo più commercializzano oggetti di bassissimo valore economico e qualitativo, hanno capito il business e stanno facendo i soldi alle spalle... o forse è meglio dire, alle gengive... degli ingenui compratori modaioli, che comprano ed installano da soli davanti allo specchio di casa, o addirittura pagano degli improvvisati esperti che per circa 60-100 R$ compiono il loro "onesto" lavoro.
Nel servizio di ieri, oltre ad informare gli ignoranti come me sull'attuale moda, sono stati anche spiegati tutti gli spiacevoli inconvenienti che possono causare queste inutili installazioni, come per esempio la perdita dei denti.
Un breve video del canale SBT...
19 febbraio 2014
Beccatevi sta polenta!
Inizia il canto e tutti si girano verso di me con aria soddisfatta aspettando che anche io mi metta a cantarla... mi sento gli occhi puntati addosso e penso "ma che cazz... !?"
Una canzone "tipica italiana"... che conoscere non fa male, anzi è pure divertente!
Una canzone "tipica italiana"... che conoscere non fa male, anzi è pure divertente!
07 gennaio 2014
Salute pubblica... ve possino... !!!
Con l'anno nuovo si fanno propositi e ci si prefiggono obiettivi da raggiungere, vecchi e nuovi.
Io mi ripropongo da ormai una dozzina d'anni di raggiungere l'illuminazione, spero di trovare il mio spirito "zen", perché lo sogno, mi sforzo (almeno credo) ma non ho ancora capito da che parte si va per trovarlo.
(giuro che non ho fumato niente)
Questa premessa indica esplicitamente che sto per fare una critica, ed è proprio così.
Parlando della sanità locale mi si illuminano di rosso gli occhi, iniziano a girarmi vorticosamente le balle, e creo vortici di fumo che vorrei intossicassero i maledetti figli di putt@na speculatori nei quali mi imbatto con troppa costanza ultimamente.
Vi do un'idea:
Con il mio stipendio (sono regolarmente assunto) pago le tasse, e di conseguenza la sanità.
Succede che, però, le cose non funzionano così bene (eufemismo), e per dormire meglio la notte ho sottoscritto un piano assicurativo che copre le spese mediche di tutti e tre.
Ora voi direte che adesso che pago 2 volte il servizio sarò perfettamente coperto... non è così e vi spiego sommariamente il perché.
La nota compagnia brasiliana che pago mensilmente (non farò nomi), a sua volta sembra che paghi una miseria* ai medici che accettano il convegno, e così, in molti, chiedono un adeguamento economico da parte del paziente.
Ci si chiede... perché i medici accettano di "allearsi" alle compagnie assicurative se non pagano bene?
Per tutta una serie di motivi, tra i quali c'è il bisogno di far entrare clienti e portare a casa il pane, che non è così a buon mercato. Insomma, fa comodo anche a loro, soprattutto quando non sono conosciuti e la compagnia li indica ai pazienti, e i medici a loro volta possono decidere quanti pazienti accettare.
Mi piace dare degli esempi per cui vi racconto alcuni degli episodi che mi riguardano.
- Nascita di mia figlia, pagamento di R$ 1.800,00 per avere l'assistenza dell'ostetrica che ci ha seguiti dall'inizio**;
- Somministrazione dei vaccini, pagamento di R$ 530,00 per avere medicinali di prima qualità per ogni richiamo ("efficaci, come quelli venduti in UE" dicono gli stessi medici).
L'alternativa erano quelli nazionali, che erano già pagati con i nostri contributi, che sempre a detta dei medici non sono di buona qualità e non sono efficaci come promesso;
- Prima visita specialistica della maggior parte dei medici, a meno che non si voglia aspettare a volte molti mesi prima di essere visitati.
Pago 3 volte lo stesso maledetto servizio e nessuno (al di là delle sterili lamentele) fa nulla per mettere fine a questa vergogna.
Pago la sanità con le tasse, la pago con l'assicurazione e la pago ancora ogni volta in cui ho bisogno di un servizio con qualità e tempistiche umane.
*- secondo quanto dicono loro una trentina di reais circa.
**- senza pagare avremmo avuto comunque qualcuno ad assisterci, ma sarebbe stata una persona di turno nell'ospedale, scelta nostra.
Salute!
29 dicembre 2013
Coppa del mondo 2014, gli stadi
A pochi mesi dall'inizio della competizione per eccellenza della Fifa, i dubbi e le certezze sull'operato degli addetti ai lavori si mischiano, e vengono sempre più evidenziati nelle testate giornalistiche brasiliane ed internazionali.
Il Brasile è indubbiamente il paese del calcio, di gente che ci si dedica interamente che sogna di poter giocare come professionista e poter dare un futuro migliore alla sua famiglia, è fatto di appassionati tifosi di ogni età, che ogni volta che può veste la maglietta della squadra del cuore, indipendentemente che sia di serie A o di un umile paesino di campagna.
I soldi investiti per dare vita ad una manifestazione senza precedenti sono davvero molti, tanto è che alcuni degli stadi che vedremo nella prossima coppa del mondo saranno sì tra i più belli al mondo, e senza molti dubbi i più cari già costruiti.
In molti si chiedono se varrà la pena spendere così tanto, altri credono di avere già la risposta... questa è un'opinione che serve a poco ora.
In questi giorni sono finiti sotto i riflettori in particolare 4 stadi brasiliani, uno dei quali ospiterà anche la nazionale italiana: Manaus appunto, Brasilia, Cuiabá e Natal.
Il dubbio è lo stesso che è nato a suo tempo per la coppa del 2010 in Sud Africa, ovvero: cosa ce ne facciamo di uno stadio del genere una volta finita la coppa?
Il problema è, infatti, che a differenza degli stadi costruiti a San Paolo, Rio de Janeiro ecc. in queste quattro città non c'è di fatto una squadra "degna" di tale teatro... l'unico modo di vedere questi stadi funzionare sarà quello di inventarsi qualcosa da fargli fare... potrebbero ospitare, per esempio, delle partite di Football americano o rugby (e sarebbe anche un modo per diffondere tali sport).
Diamo i numeri: lo stadio di Brasilia è considerato, ad oggi, il più caro al mondo, con un investimento dichiarato di circa 435 milioni di euro, contro i 340 dell'Allianz Arena e i 325 dello stadio olimpico di Pechino (il famoso nido d'uccello).
Ci auguriamo che la tanto aspettata Copa do mundo venga ricordata come il più grande spettacolo di calcio mai disputato... almeno per i prossimi 4 anni.
Il Brasile è indubbiamente il paese del calcio, di gente che ci si dedica interamente che sogna di poter giocare come professionista e poter dare un futuro migliore alla sua famiglia, è fatto di appassionati tifosi di ogni età, che ogni volta che può veste la maglietta della squadra del cuore, indipendentemente che sia di serie A o di un umile paesino di campagna.
I soldi investiti per dare vita ad una manifestazione senza precedenti sono davvero molti, tanto è che alcuni degli stadi che vedremo nella prossima coppa del mondo saranno sì tra i più belli al mondo, e senza molti dubbi i più cari già costruiti.
In molti si chiedono se varrà la pena spendere così tanto, altri credono di avere già la risposta... questa è un'opinione che serve a poco ora.
In questi giorni sono finiti sotto i riflettori in particolare 4 stadi brasiliani, uno dei quali ospiterà anche la nazionale italiana: Manaus appunto, Brasilia, Cuiabá e Natal.
Il dubbio è lo stesso che è nato a suo tempo per la coppa del 2010 in Sud Africa, ovvero: cosa ce ne facciamo di uno stadio del genere una volta finita la coppa?
Il problema è, infatti, che a differenza degli stadi costruiti a San Paolo, Rio de Janeiro ecc. in queste quattro città non c'è di fatto una squadra "degna" di tale teatro... l'unico modo di vedere questi stadi funzionare sarà quello di inventarsi qualcosa da fargli fare... potrebbero ospitare, per esempio, delle partite di Football americano o rugby (e sarebbe anche un modo per diffondere tali sport).
Diamo i numeri: lo stadio di Brasilia è considerato, ad oggi, il più caro al mondo, con un investimento dichiarato di circa 435 milioni di euro, contro i 340 dell'Allianz Arena e i 325 dello stadio olimpico di Pechino (il famoso nido d'uccello).
Ci auguriamo che la tanto aspettata Copa do mundo venga ricordata come il più grande spettacolo di calcio mai disputato... almeno per i prossimi 4 anni.
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24 dicembre 2013
Punti di vista (tratto da Scappo in Brasile)
Vigilia di Natale, 30° e tutto apparentemente tranquillo nella caotica BC.
Stavo leggendo il blog ScappoinBrasile del bravissimo Andrea, che vive da diversi anni nel pais maravilhoso, ed ho trovato l'ennesimo post interessante, che sicuramente farà discutere, e che ha molti spunti sui quali riflettere... ma chiaramente, sono punti di vista.
Ho linkato l'articolo sulla sua pagina, dategli una letta: 40-motivi-per-i-quali-uno-straniero-odia-vivere-in-brasile.
Il mio punto di vista (forse anche perché vengo dalla stessa terra) è al 99% in linea con quello che commenta Andrea tra parentesi, e vedo che pur vivendo in zone del Brasile molto diverse, i modi percepiti a SP sono incredibilmente simili a quelli di BC.
Buon Natale.
Stavo leggendo il blog ScappoinBrasile del bravissimo Andrea, che vive da diversi anni nel pais maravilhoso, ed ho trovato l'ennesimo post interessante, che sicuramente farà discutere, e che ha molti spunti sui quali riflettere... ma chiaramente, sono punti di vista.
Ho linkato l'articolo sulla sua pagina, dategli una letta: 40-motivi-per-i-quali-uno-straniero-odia-vivere-in-brasile.
Il mio punto di vista (forse anche perché vengo dalla stessa terra) è al 99% in linea con quello che commenta Andrea tra parentesi, e vedo che pur vivendo in zone del Brasile molto diverse, i modi percepiti a SP sono incredibilmente simili a quelli di BC.
Buon Natale.

20 dicembre 2013
Facciamogli la festa! Vi presento il Chester.
Natale 2013: -5 giorni.
Oggi ci saranno 28-30° abbastanza umidi, ma tutto sommato affrontabili.
È stato l'ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze, le strade non sono ancora piene, probabilmente la città si riempirà dal 26 in poi.
In questi ultimi giorni, mi è venuta la curiosità di sapere come festeggiano le persone di BC e dintorni il tanto importante giorno di Natale... in effetti è strano farsi certe domande dopo quasi 4 anni che sei in un posto... questo dimostra quanto sento l'atmosfera natalizia a certe latitudini.
Gli amici a cui ho chiesto come praticassero il loro rituale tipo, mi hanno confermato la routine praticata anche nella famiglia di mia moglie: priorità alla cena della vigilia, si passa in casa e, insieme a riso, farofa ecc, si prepara solitamente il tanto bramato (e per certi versi famigerato) Chester.
Dopo aver visto che nessuno mi sapeva dire che diavolo di animale fosse il Chester, mi sono andato a fare una ricerca online e questo è il risultato:
- la parola Chester deriva dall'inglese chest, petto;
- è un mega pollo da circa 4kg;
- i parenti prossimi vengono dai mitici loch della Scozia;
- frutto di una ricerca durata anni iniziata negli States, che ha portato ad un incrocio di più razze;
- incrocio brevettato e comprato dalla marca brasiliana Perdigão (a risposta dei tacchini venduti dalla concorrenza);
- nutrito a mais e soia per sviluppare la minor percentuale possibile di grasso;
- sul mercato dal 1982.
Io l'ho mangiato l'anno scorso, e, sebbene io nutra dei dubbi sulla sua salubrità, devo dire che l'ho mangiato con gusto.
Oggi ci saranno 28-30° abbastanza umidi, ma tutto sommato affrontabili.
È stato l'ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze, le strade non sono ancora piene, probabilmente la città si riempirà dal 26 in poi.
In questi ultimi giorni, mi è venuta la curiosità di sapere come festeggiano le persone di BC e dintorni il tanto importante giorno di Natale... in effetti è strano farsi certe domande dopo quasi 4 anni che sei in un posto... questo dimostra quanto sento l'atmosfera natalizia a certe latitudini.
Gli amici a cui ho chiesto come praticassero il loro rituale tipo, mi hanno confermato la routine praticata anche nella famiglia di mia moglie: priorità alla cena della vigilia, si passa in casa e, insieme a riso, farofa ecc, si prepara solitamente il tanto bramato (e per certi versi famigerato) Chester.
Dopo aver visto che nessuno mi sapeva dire che diavolo di animale fosse il Chester, mi sono andato a fare una ricerca online e questo è il risultato:
- la parola Chester deriva dall'inglese chest, petto;
- è un mega pollo da circa 4kg;
- i parenti prossimi vengono dai mitici loch della Scozia;
- frutto di una ricerca durata anni iniziata negli States, che ha portato ad un incrocio di più razze;
- incrocio brevettato e comprato dalla marca brasiliana Perdigão (a risposta dei tacchini venduti dalla concorrenza);
- nutrito a mais e soia per sviluppare la minor percentuale possibile di grasso;
- sul mercato dal 1982.
Io l'ho mangiato l'anno scorso, e, sebbene io nutra dei dubbi sulla sua salubrità, devo dire che l'ho mangiato con gusto.
10 dicembre 2013
Tante belle cose
Siamo quasi in vacanza, un altro Natale alle porte, ma purtroppo questa volta non riuscirò a passarlo nel "calore" delle mie montagne, me lo farò al mare... non è poi così male.
Sono un blogger, se così posso definirmi, davvero scarso... non alimento la mia creatura a dovere, anzi, la sto lasciando morire di fame, ma come detto anche nello scorso post, preferisco non esporre dei pensieri che per molti sarebbero impopolari.
Giacché devo riscontrare una tremenda permalosità negli abitanti di questa regione, non vi si può dire mica un 'azzo eh!?
Ti dicono "Aiutaci a migliorare, dacci il tuo feedback!", e se glielo dai negativo te li sei giocati.
Boh!?
Torniamo a noi.
Il 2013 si sta chiudendo, e di fatti, come sempre ne sono successi un bel po'... un altro anno di lavoro in terra strtaniera, un anno da studente universitario gringo, un primo anno da genitore, cosa volete di più?
Inizio con l'aneddoto università.
A fine febbraio ho iniziato il corso di designer grafico, nell'università locale, e devo dire che, a distanza di un anno (o due semestri), mi sono caduti i maroni, una grossa delusione.
Analizziamo alcuni punti.
Prima di tutto, sono uno pseudo-adulto in mezzo a dei pischelli e per questo ho delle priorità molto diverse, e ci sta... non posso contestare la leggerezza dei 20 anni, chi non c'è passato... piuttosto mi deprime la partecipazione e l'entusiasmo che questi monelli mettono quando l'argomento è design... OMG!
A stare coi depressi ci si deprime... per cui, solo il fatto di condividere tale esperienza con delle amebe, ha reso una battaglia questo anno scolastico 2013.
Punto secondo il livello di istruzione media.
Ricordo che parlo della situazione nella quale mi trovo e non di tutto il Brasile, non dovrei nemmeno stare qua a fare il puntiglioso, ma ormai dall'essere "umano" mi aspetto di tutto.
Dicevo, l'istruzione media... già... media! Nel senso che questi ragazzi non sembrano usciti dalle scuole superiori... mi sto chiedendo se esistano a BC e dintorni... molto preoccupante.
I prof e l'istituzione... boh... alcuni dimostrano una buona padronanza, ma altri mi sembrano del tutto inadeguati.
Insomma, riassumendo... non vale la pena di spendere una vaccata di soldi solo per dire che sei laureato, quando in fondo non sai un c#zzo, io la penso così.
Dubito seriamente che continuerò ulteriormente in questa avventura, ma se non altro ho vissuto un aspetto in più dell'essere abitante di questo buchetto di c#lo del mondo.
Adesso mi sto cercando un buon corso privato con qualche personaggio ben inserito nel mondo della grafica o altro che mi possa interessare (sempre nel design)... vediamo cosa succede.
27 giugno 2013
Primavera brasiliana
Non scrivo da un pò, troppe cose stanno succedendo e mi tolgono il tempo e la voglia di scrivere... e forse è meglio così, perché rischierei di farmi dei nemici.
Il mio semestre accademico è quasi finito, è una bella esperienza, è molto appagante studiare cose che piacciono davvero e a livello di difficoltà non è niente di trascendentale, basta lasciar fare all'interesse.
Da almeno una dozzina di giorni (in concomitanza con la Federation Cup) si sente dire tantissimo che "Il gigante si è svegliato", sto parlando delle rivolte che riguardano questo grande paese, e mi auguro con tutto il cuore che sia vero perché troppe volte ho pensato che più in basso di così non si può andare, e per favore, mi rivolgo a quei 2 o 3 lettori permalosi e nostalgici, non fatemi degli inutili paralleli con la situazione italiana, perché io ora sono qua e il mio blog non si chiama "Aguzzate la vista Italia-Brasile".
Come molti avranno sentito in tv il caos è partito col pretesto degli alti costi del trasporto pubblico, questo è quello che viene evidenziato maggiormente, ma come si dice... è solo la punta dell'iceberg.
I problemi sono molti, e su tutti spiccano le gravi lacune dell'educazione e della salute, che mietono più vittime di un autobus a pezzi e maleodorante.
Gli interventi delle innumerevoli parti politiche, dello spettacolo e dello sport (ahhhhh Ronaldo e Pelé!!!) si perdono e non si contano più, ormai sembrano tutti riuniti in una sorta di tifo da stadio che dà la colpa al vicino ladro senza farsi per primi un buon esame di coscienza... sempre meglio di chi invece dice che "con gli ospedali non si affronta una coppa del mondo"... vedi filmato qui in fondo.
Un intervento di Bisio al Festival di Sanremo che avevo postato qualche mese fa calza a pennello anche in questa situazione... e per citare quanto dice uno dei miei prof dell'università "è inutile che andiamo a protestare per liberare il paese dai corrotti e gli scorretti, se per arrivare al corteo passiamo col rosso e non rispettiamo la fila di macchine davanti a noi". E qui torna fuori l'educazione.
Ribadisco che sono felice che "Il gigante si sia svegliato", era ora, ci vuole un movimento generale persistente che non finisca fino a quando avrà causato il giusto impatto nelle teste di tutti, da chi governa al poveraccio.
Buona fortuna a questo paese e alla sua gente.
Il mio semestre accademico è quasi finito, è una bella esperienza, è molto appagante studiare cose che piacciono davvero e a livello di difficoltà non è niente di trascendentale, basta lasciar fare all'interesse.
Da almeno una dozzina di giorni (in concomitanza con la Federation Cup) si sente dire tantissimo che "Il gigante si è svegliato", sto parlando delle rivolte che riguardano questo grande paese, e mi auguro con tutto il cuore che sia vero perché troppe volte ho pensato che più in basso di così non si può andare, e per favore, mi rivolgo a quei 2 o 3 lettori permalosi e nostalgici, non fatemi degli inutili paralleli con la situazione italiana, perché io ora sono qua e il mio blog non si chiama "Aguzzate la vista Italia-Brasile".
Come molti avranno sentito in tv il caos è partito col pretesto degli alti costi del trasporto pubblico, questo è quello che viene evidenziato maggiormente, ma come si dice... è solo la punta dell'iceberg.
I problemi sono molti, e su tutti spiccano le gravi lacune dell'educazione e della salute, che mietono più vittime di un autobus a pezzi e maleodorante.
Gli interventi delle innumerevoli parti politiche, dello spettacolo e dello sport (ahhhhh Ronaldo e Pelé!!!) si perdono e non si contano più, ormai sembrano tutti riuniti in una sorta di tifo da stadio che dà la colpa al vicino ladro senza farsi per primi un buon esame di coscienza... sempre meglio di chi invece dice che "con gli ospedali non si affronta una coppa del mondo"... vedi filmato qui in fondo.
Un intervento di Bisio al Festival di Sanremo che avevo postato qualche mese fa calza a pennello anche in questa situazione... e per citare quanto dice uno dei miei prof dell'università "è inutile che andiamo a protestare per liberare il paese dai corrotti e gli scorretti, se per arrivare al corteo passiamo col rosso e non rispettiamo la fila di macchine davanti a noi". E qui torna fuori l'educazione.
Ribadisco che sono felice che "Il gigante si sia svegliato", era ora, ci vuole un movimento generale persistente che non finisca fino a quando avrà causato il giusto impatto nelle teste di tutti, da chi governa al poveraccio.
Buona fortuna a questo paese e alla sua gente.
20 aprile 2013
Call Parade, street art made in Brazil
Chi è venuto in Brasile, e soprattutto chi è passato dai grandi centri urbani, si è sicuramente imbattuto in almeno un orelhão, l'equivalente della nostra cabina telefonica, con la differenza che non di non essere una "scatola" chiusa.
Da quasi un anno a São Paulo, questi arredi urbani tipici dei nuclei urbani brasiliani, sono vere e proprie esposizioni di arte a cielo aperto, pitturati da artisti locali e modellati da audaci designer di tutta la nazione.

Il risultato è fantastico, emerge l'innegabile talento degli artisti locali e la capacità di reinventare spazi urbani destinati al "naturale" degrado cittadino.
Vari tipi di "esplosioni" di arte urbana sono evidenti in varie città del Brasile, e si susseguono artisti più o meno riconosciuti internazionalmente.
... venire fino a qua e non provare ad imparare qualcosa sarebbe davvero un peccato.
Le opere saranno visibili fino al 24 luglio.
Da quasi un anno a São Paulo, questi arredi urbani tipici dei nuclei urbani brasiliani, sono vere e proprie esposizioni di arte a cielo aperto, pitturati da artisti locali e modellati da audaci designer di tutta la nazione.

Il risultato è fantastico, emerge l'innegabile talento degli artisti locali e la capacità di reinventare spazi urbani destinati al "naturale" degrado cittadino.
Vari tipi di "esplosioni" di arte urbana sono evidenti in varie città del Brasile, e si susseguono artisti più o meno riconosciuti internazionalmente.
... venire fino a qua e non provare ad imparare qualcosa sarebbe davvero un peccato.
Le opere saranno visibili fino al 24 luglio.
03 aprile 2013
Una medicina dopo l'altra (one more pill)
Le prime influenze pre-invernali stanno arrivando ed anche io sto uscendo quasi indenne da una di queste che in tre giorni mi ha messo al tappeto, poca febbre ma un gran malessere.
Il mio modo di affrontare i comuni acciacchi come può essere un mal di testa, mal di stomaco o un'influenza basica, si fa con tanta acqua e latte+miele quando è ora, nient'altro, per questo penso che alcuni mi credano paranoico, dico qua, in Brasile.
Già, cerco di non prendere nessun medicinale perché non mi fido, perché credo che in questo caso la chimica sia un'arma a doppio taglio, anche perché quando ero un bimbo ho passato delle stagioni in cui mi ammalavo di continuo, poi con l'età mi sono stabilizzato.
Da quando sono arrivato qui, se prima ero una persona diciamo normale, adesso mi ritrovo dalla parte dei paranoici, dato che sono contrario al fatto che "una pastiglietta non hai mai ucciso nessuno!", e preferisco smaltire i miei malanni senza espedienti chimici.
Sarà una mia sensazione, forse sbagliata, ma mi sembra che troppe persone associano la parola malessere direttamente alla parola medicina, come se fosse la sua naturale soluzione, ma sappiamo bene, che non è sempre così.
Ogni volta che casco nell'argomento medicinali fatto scena muta, non conosco il nome di nessun integratore, nessuna pomata e nessuna pastiglietta magica, niente di niente*, e il mio interlocutore mi guarda sbalordito.
Quello che però è più preoccupante è l'uso degli steroidi anabolizzanti, anche qui vietati, ma che entrano senza troppi problemi direttamente dagli USA e vanno come il pane, molto comuni e non solo tra gli uomini.
Un pò di tempo fa, pour parler, mi è venuto a trovare un amico di Bologna e siamo andati in una famosissima discoteca del posto; faceva impressione vedere come persino lui che è abbastanza "palestrato", in confronto alla media locale sembrava anche un pò magrino... per non parlare poi di me, che in Italia sono di "stazza" media (qui sono praticamente uno stecco).
*(cavolata... conosco il Vicks Vaporub)
27 marzo 2013
Nerd, di corsa
Un'espressione per dire "molto di fretta" è: muito corrido... ed è quello che posso dire di questo ultimo mese.
Oggi però, sono a buon punto con i miei affari, sono a buon punto con il lavoro, con gli studi... e mi avanza del tempo, mi auguro altri giorni come questo.
Dicevo dell'università.
Da esattamente un mese ho cominciato un corso di graphic design, in una delle università locali.
Quando ero in Italia ho lavorato diversi anni nel campo della progettazione e il mondo del prodotto mi è abbastanza famigliare, così... perché non allargare un pò più gli orizzonti e cercare di capire qualcosa in più di grafica?
Come dicevo, è solo un mese che ho cominciato il corso, per cui non posso tirare delle conclusioni, ma, da osservatore, esamino e considero.
A livello di metodo di insegnamento devo dire che dove studio io è molto diverso dall'università che ricordo io.
Le lezioni hanno del contenuto ovviamente, ma c'è una maggiore interattività tra prof e alunni, così come più progetti e simulazioni da presentare in quasi tutte le lezioni.
Il campus è molto animato, non so come sia ora in Italia, ma qua non ci si annoia... mi ricorda molto quei campus americani che si vedono in tv.
Poi c'è di bello che c'è molta iterazione tra aziende e università, si sente davvero che le cose succedono... insomma c'è molto entusiasmo, speriamo che duri.
Una cosa che mi fa un pò sorridere è l'apparenza di certi alunni, soprattutto alcuni dei più giovani di 18-19 anni hanno un'apparenza molto adolescenziale, capelli assurdi, magri scheletrici o dei bombolotti trascurati.
Niente in contrario... probabilmente ero così anch'io.
E insomma... sono una matricola, o come si dice qua, un calouro.
Oggi però, sono a buon punto con i miei affari, sono a buon punto con il lavoro, con gli studi... e mi avanza del tempo, mi auguro altri giorni come questo.
Dicevo dell'università.
Da esattamente un mese ho cominciato un corso di graphic design, in una delle università locali.
Quando ero in Italia ho lavorato diversi anni nel campo della progettazione e il mondo del prodotto mi è abbastanza famigliare, così... perché non allargare un pò più gli orizzonti e cercare di capire qualcosa in più di grafica?
Come dicevo, è solo un mese che ho cominciato il corso, per cui non posso tirare delle conclusioni, ma, da osservatore, esamino e considero.
A livello di metodo di insegnamento devo dire che dove studio io è molto diverso dall'università che ricordo io.
Le lezioni hanno del contenuto ovviamente, ma c'è una maggiore interattività tra prof e alunni, così come più progetti e simulazioni da presentare in quasi tutte le lezioni.
Il campus è molto animato, non so come sia ora in Italia, ma qua non ci si annoia... mi ricorda molto quei campus americani che si vedono in tv.
Poi c'è di bello che c'è molta iterazione tra aziende e università, si sente davvero che le cose succedono... insomma c'è molto entusiasmo, speriamo che duri.
Una cosa che mi fa un pò sorridere è l'apparenza di certi alunni, soprattutto alcuni dei più giovani di 18-19 anni hanno un'apparenza molto adolescenziale, capelli assurdi, magri scheletrici o dei bombolotti trascurati.
Niente in contrario... probabilmente ero così anch'io.
E insomma... sono una matricola, o come si dice qua, un calouro.
25 marzo 2013
Multitasking
Cosa dire... ormai sarete abituati a vedermi sparire nel nulla... già, sono veramente incostante.
Quest'ultimo mese è stato, anzi è, pieno di cose... e se già il break italiano/berlinese mi ha riempito di entusiasmo ed idee, adesso che ho cominciato l'università sono ancora più imballato di cose.
E' vero... non avevo ancora detto che a dicembre dello scorso anno ho fatto una selezione per entrare all'università senza dover fare i test di ammissione... non dico mai gatto (ecc. ecc.)... e così ho aspettato l'inizio delle lezioni prima di renderlo pubblico... perciò cos'è successo... ho passato la selezione col mio CV ed un portfolio, ed ora sono una matricola del mondo universitario d'oltre oceano... come dicono qua un "calouro".
Appena avrò un attimo vi dirò cosa ne penso, per ora mi limito a dire che sono ancora presente e leggo sempre tutte le email che mi arrivano, e vi ringrazio per continuare a scrivermi.
Ora però devo mettermi avanti con un lavoro che devo consegnare urgentemente, altrimenti sono fregato!
A presto!
26 febbraio 2013
E io invece torno!
Oggi non si può parlare d'altro, d'altronde... ne va del nostro futuro... si dice così.
Chi vive fuori "casa" e non soffre della sindrome di Giuda (caratteristica di chi rinnega il proprio paese), ha sicuramente dato almeno una sbirciata ai risultati delle elezioni, e l'ha vissuto con la stessa intensità di chi vive attivamente la quotidianità italiana.
Al di là dei risultati, che possono piacere o meno, tutto questo tumulto elettivo mette in evidenza gli estremi caratteriali che fanno parte del nostro essere.
Ribadisco il fatto che vedere il proprio paese dall'esterno, da un punto di vista differente, secondo me farebbe bene a tutti, nessuno escluso.
Dico questo perché, che piaccia o no, è sempre più evidente che viviamo in un mondo molto diverso da quello di 30 anni fa, dove il provincialismo aveva forse ancora un senso.
Oggi credo che se vogliamo far parte di un contesto globale, dobbiamo prima capirlo e poi provare a muoverci e fare qualcosa in tale direzione... e come possiamo farlo se chi ci governa oggi non è cambiato negli ultimi 30 anni e peggio ancora era già vecchio a suo tempo?
E questo per sparare "solo" sui politici, ma personalmente mi trovo molto d'accordo con l'intervento a Sanremo 2013 di Bisio.
Una cosa che non mi lascia indifferente quando torno in Italia, una volta all'anno, è che non noto nessuna differenza con gli anni precedenti... sembra tutto ghiacciato... persino i capelli della vicina di casa sono rimasti assolutamente uguali (è spaventoso).
Conservare, per certi aspetti è un bene, ma restare immobili nella speranza di non perdere quello che abbiamo conquistato (o meglio altri hanno conquistato per noi) diventa preoccupante, e purtroppo questo atteggiamento lo vedo anche in tanti cari amici.
Tornando alle elezioni... purtroppo internet non va sempre così veloce, così ieri mi sono dovuto affidare a Rai International, che a sua volta mi ha messo in mondo-visione Vespa e il suo strabenedetto Porta a Porta, e mi sono ritrovato ad ascoltare i soliti papponi incartapecoriti che si perdono nelle più futili chiacchiere e se la sghignazzano tra di loro... con quell'atteggiamento di fintissima preoccupazione per il Paese.
Se non fosse che sto imparando ad essere una persona più paziente, spaccherei una tv al giorno.
Dall'altra parte comincia il piagnisteo di coloro che "peggio di così non può andare"... e per questo non fanno assolutamente nulla, se non piangere, e il paese va giù... e chi vive in certi paesi dell'estero sa perché va giù... perché c'è di peggio, ci sono tante "sfighe" nel mondo che non ce le immaginiamo nemmeno!
Abbiamo mille modi per rimanere informati, con tutti questi apparecchi multimediali e quadri-band, wi-fi e multitouch del cavolo, e crediamo ancora di essere i più poverini sulla Terra!!!
Ora ritorno ad essere un uomo paziente e a sperare di poter tornare a vivere in un Paese dignitoso.
Chi vive fuori "casa" e non soffre della sindrome di Giuda (caratteristica di chi rinnega il proprio paese), ha sicuramente dato almeno una sbirciata ai risultati delle elezioni, e l'ha vissuto con la stessa intensità di chi vive attivamente la quotidianità italiana.
Al di là dei risultati, che possono piacere o meno, tutto questo tumulto elettivo mette in evidenza gli estremi caratteriali che fanno parte del nostro essere.
Ribadisco il fatto che vedere il proprio paese dall'esterno, da un punto di vista differente, secondo me farebbe bene a tutti, nessuno escluso.
Dico questo perché, che piaccia o no, è sempre più evidente che viviamo in un mondo molto diverso da quello di 30 anni fa, dove il provincialismo aveva forse ancora un senso.
Oggi credo che se vogliamo far parte di un contesto globale, dobbiamo prima capirlo e poi provare a muoverci e fare qualcosa in tale direzione... e come possiamo farlo se chi ci governa oggi non è cambiato negli ultimi 30 anni e peggio ancora era già vecchio a suo tempo?
E questo per sparare "solo" sui politici, ma personalmente mi trovo molto d'accordo con l'intervento a Sanremo 2013 di Bisio.
Una cosa che non mi lascia indifferente quando torno in Italia, una volta all'anno, è che non noto nessuna differenza con gli anni precedenti... sembra tutto ghiacciato... persino i capelli della vicina di casa sono rimasti assolutamente uguali (è spaventoso).
Conservare, per certi aspetti è un bene, ma restare immobili nella speranza di non perdere quello che abbiamo conquistato (o meglio altri hanno conquistato per noi) diventa preoccupante, e purtroppo questo atteggiamento lo vedo anche in tanti cari amici.
Tornando alle elezioni... purtroppo internet non va sempre così veloce, così ieri mi sono dovuto affidare a Rai International, che a sua volta mi ha messo in mondo-visione Vespa e il suo strabenedetto Porta a Porta, e mi sono ritrovato ad ascoltare i soliti papponi incartapecoriti che si perdono nelle più futili chiacchiere e se la sghignazzano tra di loro... con quell'atteggiamento di fintissima preoccupazione per il Paese.
Se non fosse che sto imparando ad essere una persona più paziente, spaccherei una tv al giorno.
Dall'altra parte comincia il piagnisteo di coloro che "peggio di così non può andare"... e per questo non fanno assolutamente nulla, se non piangere, e il paese va giù... e chi vive in certi paesi dell'estero sa perché va giù... perché c'è di peggio, ci sono tante "sfighe" nel mondo che non ce le immaginiamo nemmeno!
Abbiamo mille modi per rimanere informati, con tutti questi apparecchi multimediali e quadri-band, wi-fi e multitouch del cavolo, e crediamo ancora di essere i più poverini sulla Terra!!!
Ora ritorno ad essere un uomo paziente e a sperare di poter tornare a vivere in un Paese dignitoso.
15 febbraio 2013
Belli pieni
Vai a capire che ca##o passa per la testa della gente.
E' di oggi una news piuttosto sconcertante.
Balneario Camboriù, come ho già detto più volte, è una città con un enorme potenziale, gode di un ottimo clima ed è immersa in una natura fantastica.
BC, però, sta diventando sempre di più la latrina del turista, che viene qui sì a portare soldi, ma riduce la città in un grande cesso a cielo aperto.
Si sta discutendo molto, in queste ore, su una legge in via di approvazione che prevede una forte penalizzazione nei confronti di tutti i mezzi non motorizzati ed elettrici.
La legge prevederebbe una multa ed il ritiro del mezzo (sia esso bici, skate, pattini e qualsiasi altro mezzo di locomozione "alternativo") nel caso in cui il conducente non si trovi sulla pista ciclabile o, qualora non fosse presente, non si percorresse la strada a lato del marciapiede.
Quando ho letto le prime righe dell'articolo di giornale che ne parlava, non capivo dove fosse il problema, perché secondo me è giusto che se esiste una pista ciclabile la si usi.
Poi, continuando a leggere arrivo alla nota stonata del pezzo.
Per come le strade, le piste ciclabili e i parcheggi sono stati concepiti, è praticamente impossibile non andare contro questa legge, perché tra il marciapiede e la strada ci sono le macchine, in tutte le principali vie della città.
Balneario Camboriù non è mai stato l'esempio, almeno da quando io mi trovo qui, di una buona gestione ambientale, disincentivando molte volte l'utilizzo di mezzi alternativi e portando sempre di più al congestionamento del traffico e ad una conseguente invivibilità della città stessa (ed è poi questo il motivo che quando qui arrivano le ferie estive preferisco farmele al freddo).
Qui non ci sono alternative all'automobile o alle moto, ed il trasporto pubblico è un disastro in tutti i sensi, senza considerare tutto il caos dei mezzi che stanno bruciando in queste settimane come a Novembre.
Sono ormai 3 mesi che non si riesce più a percorrere il centro in automobile perché è una unica maleodorante fila di auto.
Io non so cosa passa nella testa della gente che viene a spendere vagonate di soldi per venire qua d'estate, sul serio, io non capisco cosa possa esserci di tanto "chic" (visto che piace tanto questa parola) in una città imballata di gente schiamazzante, autoradio a tutto volume, aria irrespirabile sia per le auto che per i sistemi fognari, e per dei marciapiedi che sono inutilizzabili per gran parte della città... e non vado oltre.
In ogni angolo di mondo civilizzato (e con questo non sto tirando in ballo l'Italia) si da importanza ad un vivere sostenibile, con la consapevolezza che quello che abbiamo tra le mani ha un grande valore... e in quei paesi Civili le persone capiscono e sanno cosa vuol dire tutto ciò, e non lo usano solo per il marketing o per fare bella figura al bar.
E' di oggi una news piuttosto sconcertante.
Balneario Camboriù, come ho già detto più volte, è una città con un enorme potenziale, gode di un ottimo clima ed è immersa in una natura fantastica.
BC, però, sta diventando sempre di più la latrina del turista, che viene qui sì a portare soldi, ma riduce la città in un grande cesso a cielo aperto.
Si sta discutendo molto, in queste ore, su una legge in via di approvazione che prevede una forte penalizzazione nei confronti di tutti i mezzi non motorizzati ed elettrici.
La legge prevederebbe una multa ed il ritiro del mezzo (sia esso bici, skate, pattini e qualsiasi altro mezzo di locomozione "alternativo") nel caso in cui il conducente non si trovi sulla pista ciclabile o, qualora non fosse presente, non si percorresse la strada a lato del marciapiede.
Quando ho letto le prime righe dell'articolo di giornale che ne parlava, non capivo dove fosse il problema, perché secondo me è giusto che se esiste una pista ciclabile la si usi.
Poi, continuando a leggere arrivo alla nota stonata del pezzo.
Per come le strade, le piste ciclabili e i parcheggi sono stati concepiti, è praticamente impossibile non andare contro questa legge, perché tra il marciapiede e la strada ci sono le macchine, in tutte le principali vie della città.
Balneario Camboriù non è mai stato l'esempio, almeno da quando io mi trovo qui, di una buona gestione ambientale, disincentivando molte volte l'utilizzo di mezzi alternativi e portando sempre di più al congestionamento del traffico e ad una conseguente invivibilità della città stessa (ed è poi questo il motivo che quando qui arrivano le ferie estive preferisco farmele al freddo).
Qui non ci sono alternative all'automobile o alle moto, ed il trasporto pubblico è un disastro in tutti i sensi, senza considerare tutto il caos dei mezzi che stanno bruciando in queste settimane come a Novembre.
Sono ormai 3 mesi che non si riesce più a percorrere il centro in automobile perché è una unica maleodorante fila di auto.
Io non so cosa passa nella testa della gente che viene a spendere vagonate di soldi per venire qua d'estate, sul serio, io non capisco cosa possa esserci di tanto "chic" (visto che piace tanto questa parola) in una città imballata di gente schiamazzante, autoradio a tutto volume, aria irrespirabile sia per le auto che per i sistemi fognari, e per dei marciapiedi che sono inutilizzabili per gran parte della città... e non vado oltre.
In ogni angolo di mondo civilizzato (e con questo non sto tirando in ballo l'Italia) si da importanza ad un vivere sostenibile, con la consapevolezza che quello che abbiamo tra le mani ha un grande valore... e in quei paesi Civili le persone capiscono e sanno cosa vuol dire tutto ciò, e non lo usano solo per il marketing o per fare bella figura al bar.
13 febbraio 2013
Carnevale finito, torniamo a lavorare
Quest'anno sono stato più fortunato, più degli altri anni, ma più degli anni precedenti devo dire che ne ho avuto bisogno.
Il 2012 è stato un altro anno particolare, lavorativamente prospero, ma con qualche picco di insoddisfazione personale che mi ha fatto desiderare tanto le ferie ed il conseguente cambio d'aria.
Non lo nego, sono venuto in Italia che non ne potevo più di Balneario Camboriù.
Troppa gente, troppo caos e troppo cara!!!
Così mi sono fatto ben cinque settimane di ferie, di cui la maggior parte passate in Italia con parentesi tedesca, a Berlino.
Ho fatto tutto quello che dovevo, ho visto tutti (o quasi) quelli che speravo, ho mangiato tutto (e decisamente troppo!) quello che ho potuto e sono stato accontentato (fin troppo) in quanto a neve caduta.
Poi arrivato qua mi ritrovo a dovermi riabituare alla mia vita attuale, ci impiego una settimana circa, aspetto il finire del carnevale ed ora diciamo che si può ricominciare a fare le persone serie, e soprattutto a lavorare.
Come ho trovato l'Italia in negativo l'ho già scritto: + banche, + centri di telefonia, + buche nelle strade, + aziende abbandonate, + dispendiosa e anche un pò + tamarra.
Piccola delusione delle mie vacanze è stata la parentesi milanese, mi spiego meglio... di solito Milano è sempre stata una boccata d'aria fresca dal punto di vista del design e delle idee, dell'innovativo... quest'anno devo dire che di idee nuove e tendenze alla luce del giorno ne ho viste poche; mentre ho visto che ha trovato spazio più che altro una sorta di "tamarranza" generale (vedi il portare le braghe altezza sotto-palla stile commessi di A&F).
Poi ho trovato anche della gente ben disposta e più terra/terra del solito, questo è stato di sicuro il punto più positivo.
Ora sono di nuovo qua, al mare e al caldo.
19 gennaio 2013
Ancora qualche giorno
Sono e sarò in vacanza ancora per un pò, vitaccia eh!?
Ogni anno al mio ritorno in Italia scatta il "trova le differenze", cos'è cambiato dall'anno precedente?
Quest'anno credo di aver trovato più cambiamenti... ad oggi ho visto:
- Un fottio di banche in più, mi chiedo come mai, visto che non ci sono più soldi;
- Un fottio di centri Tim, Wind, Vodafone e 3... se i soldi non ci sono cosa facciamo... telefoniamo di più?
- Le stesse buche nelle strade con l'aggiunta di nuove, ormai non è più piacevole guidare nemmeno qui;
- Un numero ancora più elevato di gente schizzata... ma nel vero senso della parola.
Comunque, a parte questo, l'Italia è sempre bella... ma come tanti mi vien da dire che è un gran peccato perché chi la gestisce è come si dice in Brasile: "sem vergonha".
Ogni anno al mio ritorno in Italia scatta il "trova le differenze", cos'è cambiato dall'anno precedente?
Quest'anno credo di aver trovato più cambiamenti... ad oggi ho visto:
- Un fottio di banche in più, mi chiedo come mai, visto che non ci sono più soldi;
- Un fottio di centri Tim, Wind, Vodafone e 3... se i soldi non ci sono cosa facciamo... telefoniamo di più?
- Le stesse buche nelle strade con l'aggiunta di nuove, ormai non è più piacevole guidare nemmeno qui;
- Un numero ancora più elevato di gente schizzata... ma nel vero senso della parola.
Comunque, a parte questo, l'Italia è sempre bella... ma come tanti mi vien da dire che è un gran peccato perché chi la gestisce è come si dice in Brasile: "sem vergonha".
26 dicembre 2012
Natale e ferie
Il mio primo Natale al caldo.
Sì, nonostante sia fuori dall'Italia da un pò di tempo questa era la prima volta che mi facevo il Natale al caldo.
Io non ho più grandi aspettative da questo giorno "magico", però sinceramente mi piace più passarlo al freddo della mia terra, in compagnia della mia amata montagna.
Qui non ho notato un gran spirito natalizio, se così lo vogliamo chiamare, molto simile al nostro, ma piuttosto una consueta voglia di fare festa, niente di strano insomma.
Innanzitutto, dove sono io si valorizza molto la cena della vigilia, il piatto principale è il chester... il peru recheado... insomma, il tacchino ripieno; niente tortellini o lasagne, ma non si può dire che non si mangi bene.
Del resto mi hanno colpito un paio di cose... mentre ero alla cassa della Loterica (un equivalente delle nostre Poste) per pagare la luce, un signore sulla settantina è entrato ed ha chiamato l'attenzione di tutti noi per augurarci un felice Natale... non sembrava ubriaco, a quanto pare aveva appena vinto una discreta cifra al lotto, ed era contento come una Pasqua, a Natale.
Un'altra situazione interessante è successa il giorno prima, il 23, mentre eravamo in spiaggia, una canzone di Natale in versione tecno annunciava un signore decisamente sovrappeso vestito da Babbo Natale che era nel cassone di un pick-up e lanciava caramelle e chewing gum ai passanti e a noi che eravamo beatamente sdraiati in riva al mare.
Altre cose memorabili non ne ho viste, ma mi è sembrato che in una località turistica come la mia, le persone vivano questa festività come un giorno di vacanza praticamente come gli altri... con una gran voglia di starsene al mare e bersi serenamente la loro birretta gelata.
Ed ora finalmente ferie.
Per un pò di tempo non entrerò online, ma sporadicamente mi ci intrufolerò.
Non posso fare altro che augurarvi buone feste, un buon 2013, sperando che il futuro ci riservi una bella ondata di positività... ma ricordiamoci che ciò dipende anche da noi.
Apriamo la nostra mente alle opportunità che il mondo ci offre, e ricordiamoci che l'Italia, la nostra realtà, qualunque essa sia, non è il mondo... ci sono tante situazioni diverse ed intriganti anche là fuori, in un mondo così apparentemente pieno di difetti.
Um grande abraço.
Sì, nonostante sia fuori dall'Italia da un pò di tempo questa era la prima volta che mi facevo il Natale al caldo.
Io non ho più grandi aspettative da questo giorno "magico", però sinceramente mi piace più passarlo al freddo della mia terra, in compagnia della mia amata montagna.
Qui non ho notato un gran spirito natalizio, se così lo vogliamo chiamare, molto simile al nostro, ma piuttosto una consueta voglia di fare festa, niente di strano insomma.
Innanzitutto, dove sono io si valorizza molto la cena della vigilia, il piatto principale è il chester... il peru recheado... insomma, il tacchino ripieno; niente tortellini o lasagne, ma non si può dire che non si mangi bene.
Del resto mi hanno colpito un paio di cose... mentre ero alla cassa della Loterica (un equivalente delle nostre Poste) per pagare la luce, un signore sulla settantina è entrato ed ha chiamato l'attenzione di tutti noi per augurarci un felice Natale... non sembrava ubriaco, a quanto pare aveva appena vinto una discreta cifra al lotto, ed era contento come una Pasqua, a Natale.
Un'altra situazione interessante è successa il giorno prima, il 23, mentre eravamo in spiaggia, una canzone di Natale in versione tecno annunciava un signore decisamente sovrappeso vestito da Babbo Natale che era nel cassone di un pick-up e lanciava caramelle e chewing gum ai passanti e a noi che eravamo beatamente sdraiati in riva al mare.
Altre cose memorabili non ne ho viste, ma mi è sembrato che in una località turistica come la mia, le persone vivano questa festività come un giorno di vacanza praticamente come gli altri... con una gran voglia di starsene al mare e bersi serenamente la loro birretta gelata.
Ed ora finalmente ferie.
Per un pò di tempo non entrerò online, ma sporadicamente mi ci intrufolerò.
Non posso fare altro che augurarvi buone feste, un buon 2013, sperando che il futuro ci riservi una bella ondata di positività... ma ricordiamoci che ciò dipende anche da noi.
Apriamo la nostra mente alle opportunità che il mondo ci offre, e ricordiamoci che l'Italia, la nostra realtà, qualunque essa sia, non è il mondo... ci sono tante situazioni diverse ed intriganti anche là fuori, in un mondo così apparentemente pieno di difetti.
Um grande abraço.
24 dicembre 2012
21 dicembre 2012
La fine del mondo
Eh ragazzi, le sfortune non arrivano mai sole.
Purtroppo, anche questo leitmotiv della profezia Maya ha deluso le aspettative, ci prendono proprio tutti in giro... poveri noi.
Io dico grazie al cielo che anche questa data è passata, così la smettiamo di crearci dei problemi, possiamo uscire dal nostro rifugio anti-atomico a andare a vedere le vetrine in centro, ma mi raccomando solo guardare.
Io non so se sono fuori io (probabile) o se la maggioranza delle persone ha dei problemi.
Hanno appena trasmesso in tv un reportage sopra il mancato disastro planetare, dove si metteva in evidenza tutto il movimento generato da questo vociferato allarme e quello che hanno mostrato è preoccupante.
Qui in Brasile, nella cittadina di Alto Paraiso (citata in Brazilian Zen), non si trovava una camera nemmeno a pagarla oro già da mesi, nemmeno nei bunker costruiti per l'occasione.
Quello che però mi lascia perplesso è l'innumerevole messaggi di "ingiurie" rivolte ai Maya, che sinceramente non vedo che colpa possano avere... a me viene da dire che i rincoglioniti siamo noi.
Le ipotesi a nostro svantaggio e che ci decreterebbero una "tribù" di pirla sono molte... prima di tutto il messaggio non menzionava nessuna pioggia di meteoriti, per cui, se vi siete fatti venire il torcicollo a guardare il cielo... chi sono i pirla?
Noi, mica i Maya.
Il messaggio trovato non era nemmeno completo, per cui, vai a sapere te checc@#zo c'è scritto su quel sasso... magari è una sorta di sms arcaico, poteva essere di un uomo appena tradito dalla sua ragazza che augurava i peggiori accidenti al suo rivale in amore, cosa ci andiamo ad inventare!? Ma per favore!
Pensateci un pò... non riusciamo a leggere indizi o scritti moderni, che fanno parte del nostro attuale modo di comunicare, e vogliamo andare a interpretare dei messaggi di migliaia di anni fa, e dal messaggio poco chiaro ne tiriamo fuori una questione di estinzione della razza umana.
E poi... il controsenso, invece di offendere sti poveretti che hanno fatto una vita decisamente più dura di noi, perché non ci decretiamo fortunati visto che anche questa è scampata?
Non so, è questione di punti di vista.
Insomma, per fortuna che anche il 21 dicembre se n'è andato, così possiamo cambiare discorso e trovare altro per cui preoccuparci... e cerchiamo di non trovare un argomento positivo, sarebbe troppo noioso.
Purtroppo, anche questo leitmotiv della profezia Maya ha deluso le aspettative, ci prendono proprio tutti in giro... poveri noi.
Io dico grazie al cielo che anche questa data è passata, così la smettiamo di crearci dei problemi, possiamo uscire dal nostro rifugio anti-atomico a andare a vedere le vetrine in centro, ma mi raccomando solo guardare.
Io non so se sono fuori io (probabile) o se la maggioranza delle persone ha dei problemi.
Hanno appena trasmesso in tv un reportage sopra il mancato disastro planetare, dove si metteva in evidenza tutto il movimento generato da questo vociferato allarme e quello che hanno mostrato è preoccupante.
Qui in Brasile, nella cittadina di Alto Paraiso (citata in Brazilian Zen), non si trovava una camera nemmeno a pagarla oro già da mesi, nemmeno nei bunker costruiti per l'occasione.
Quello che però mi lascia perplesso è l'innumerevole messaggi di "ingiurie" rivolte ai Maya, che sinceramente non vedo che colpa possano avere... a me viene da dire che i rincoglioniti siamo noi.
Le ipotesi a nostro svantaggio e che ci decreterebbero una "tribù" di pirla sono molte... prima di tutto il messaggio non menzionava nessuna pioggia di meteoriti, per cui, se vi siete fatti venire il torcicollo a guardare il cielo... chi sono i pirla?
Noi, mica i Maya.
Il messaggio trovato non era nemmeno completo, per cui, vai a sapere te checc@#zo c'è scritto su quel sasso... magari è una sorta di sms arcaico, poteva essere di un uomo appena tradito dalla sua ragazza che augurava i peggiori accidenti al suo rivale in amore, cosa ci andiamo ad inventare!? Ma per favore!
Pensateci un pò... non riusciamo a leggere indizi o scritti moderni, che fanno parte del nostro attuale modo di comunicare, e vogliamo andare a interpretare dei messaggi di migliaia di anni fa, e dal messaggio poco chiaro ne tiriamo fuori una questione di estinzione della razza umana.
E poi... il controsenso, invece di offendere sti poveretti che hanno fatto una vita decisamente più dura di noi, perché non ci decretiamo fortunati visto che anche questa è scampata?
Non so, è questione di punti di vista.
Insomma, per fortuna che anche il 21 dicembre se n'è andato, così possiamo cambiare discorso e trovare altro per cui preoccuparci... e cerchiamo di non trovare un argomento positivo, sarebbe troppo noioso.
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