Tra vent' anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite.
Mark Twain


07 gennaio 2014

Salute pubblica... ve possino... !!!



Prima di tutto, buon anno.

Con l'anno nuovo si fanno propositi e ci si prefiggono obiettivi da raggiungere, vecchi e nuovi.
Io mi ripropongo da ormai una dozzina d'anni di raggiungere l'illuminazione, spero di trovare il mio spirito "zen", perché lo sogno, mi sforzo (almeno credo) ma non ho ancora capito da che parte si va per trovarlo.
(giuro che non ho fumato niente)

Questa premessa indica esplicitamente che sto per fare una critica, ed è proprio così.

Parlando della sanità locale mi si illuminano di rosso gli occhi, iniziano a girarmi vorticosamente le balle, e creo vortici di fumo che vorrei intossicassero i maledetti figli di putt@na speculatori nei quali mi imbatto con troppa costanza ultimamente.
Vi do un'idea:
Con il mio stipendio (sono regolarmente assunto) pago le tasse, e di conseguenza la sanità.
Succede che, però, le cose non funzionano così bene (eufemismo), e per dormire meglio la notte ho sottoscritto un piano assicurativo che copre le spese mediche di tutti e tre.
Ora voi direte che adesso che pago 2 volte il servizio sarò perfettamente coperto... non è così e vi spiego sommariamente il perché.

La nota compagnia brasiliana che pago mensilmente (non farò nomi), a sua volta sembra che paghi una miseria* ai medici che accettano il convegno, e così, in molti, chiedono un adeguamento economico da parte del paziente.
Ci si chiede... perché i medici accettano di "allearsi" alle compagnie assicurative se non pagano bene?
Per tutta una serie di motivi, tra i quali c'è il bisogno di far entrare clienti e portare a casa il pane, che non è così a buon mercato. Insomma, fa comodo anche a loro, soprattutto quando non sono conosciuti e la compagnia li indica ai pazienti, e i medici a loro volta possono decidere quanti pazienti accettare.

Mi piace dare degli esempi per cui vi racconto alcuni degli episodi che mi riguardano.
- Nascita di mia figlia, pagamento di R$ 1.800,00 per avere l'assistenza dell'ostetrica che ci ha seguiti dall'inizio**;
- Somministrazione dei vaccini, pagamento di R$ 530,00 per avere medicinali di prima qualità per ogni richiamo ("efficaci, come quelli venduti in UE" dicono gli stessi medici).
L'alternativa erano quelli nazionali, che erano già pagati con i nostri contributi, che sempre a detta dei medici non sono di buona qualità e non sono efficaci come promesso;
- Prima visita specialistica della maggior parte dei medici, a meno che non si voglia aspettare a volte molti mesi prima di essere visitati.

Pago 3 volte lo stesso maledetto servizio e nessuno (al di là delle sterili lamentele) fa nulla per mettere fine a questa vergogna.
Pago la sanità con le tasse, la pago con l'assicurazione e la pago ancora ogni volta in cui ho bisogno di un servizio con qualità e tempistiche umane.

*- secondo quanto dicono loro una trentina di reais circa.
**- senza pagare avremmo avuto comunque qualcuno ad assisterci, ma sarebbe stata una persona di turno nell'ospedale, scelta nostra.

Salute!


29 dicembre 2013

Coppa del mondo 2014, gli stadi

A pochi mesi dall'inizio della competizione per eccellenza della Fifa, i dubbi e le certezze sull'operato degli addetti ai lavori si mischiano, e vengono sempre più evidenziati nelle testate giornalistiche brasiliane ed internazionali.

Il Brasile è indubbiamente il paese del calcio, di gente che ci si dedica interamente che sogna di poter giocare come professionista e poter dare un futuro migliore alla sua famiglia, è fatto di appassionati tifosi di ogni età, che ogni volta che può veste la maglietta della squadra del cuore, indipendentemente che sia di serie A o di un umile paesino di campagna.

I soldi investiti per dare vita ad una manifestazione senza precedenti sono davvero molti, tanto è che alcuni degli stadi che vedremo nella prossima coppa del mondo saranno sì tra i più belli al mondo, e senza molti dubbi i più cari già costruiti.
In molti si chiedono se varrà la pena spendere così tanto, altri credono di avere già la risposta... questa è un'opinione che serve a poco ora.

In questi giorni sono finiti sotto i riflettori in particolare 4 stadi brasiliani, uno dei quali ospiterà anche la nazionale italiana: Manaus appunto, Brasilia, Cuiabá e Natal.
Il dubbio è lo stesso che è nato a suo tempo per la coppa del 2010 in Sud Africa, ovvero: cosa ce ne facciamo di uno stadio del genere una volta finita la coppa?
Il problema è, infatti, che a differenza degli stadi costruiti a San Paolo, Rio de Janeiro ecc. in queste quattro città non c'è di fatto una squadra "degna" di tale teatro... l'unico modo di vedere questi stadi funzionare sarà quello di inventarsi qualcosa da fargli fare... potrebbero ospitare, per esempio, delle partite di Football americano o rugby (e sarebbe anche un modo per diffondere tali sport).

Diamo i numeri: lo stadio di Brasilia è considerato, ad oggi, il più caro al mondo, con un investimento dichiarato di circa 435 milioni di euro, contro i 340 dell'Allianz Arena e i 325 dello stadio olimpico di Pechino (il famoso nido d'uccello).

Ci auguriamo che la tanto aspettata Copa do mundo venga ricordata come il più grande spettacolo di calcio mai disputato... almeno per i prossimi 4 anni.


24 dicembre 2013

Punti di vista (tratto da Scappo in Brasile)

Vigilia di Natale, 30° e tutto apparentemente tranquillo nella caotica BC.
Stavo leggendo il blog ScappoinBrasile del bravissimo Andrea, che vive da diversi anni nel pais maravilhoso, ed ho trovato l'ennesimo post interessante, che sicuramente farà discutere, e che ha molti spunti sui quali riflettere... ma chiaramente, sono punti di vista.
Ho linkato l'articolo sulla sua pagina, dategli una letta: 40-motivi-per-i-quali-uno-straniero-odia-vivere-in-brasile.
Il mio punto di vista (forse anche perché vengo dalla stessa terra) è al 99% in linea con quello che commenta Andrea tra parentesi, e vedo che pur vivendo in zone del Brasile molto diverse, i modi percepiti a SP sono incredibilmente simili a quelli di BC.
Buon Natale.

20 dicembre 2013

Facciamogli la festa! Vi presento il Chester.

Natale 2013: -5 giorni.

Oggi ci saranno 28-30° abbastanza umidi, ma tutto sommato affrontabili.
È stato l'ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze, le strade non sono ancora piene, probabilmente la città si riempirà dal 26 in poi.

In questi ultimi giorni, mi è venuta la curiosità di sapere come festeggiano le persone di BC e dintorni il tanto importante giorno di Natale... in effetti è strano farsi certe domande dopo quasi 4 anni che sei in un posto... questo dimostra quanto sento l'atmosfera natalizia a certe latitudini.
Gli amici a cui ho chiesto come praticassero il loro rituale tipo, mi hanno confermato la routine praticata anche nella famiglia di mia moglie: priorità alla cena della vigilia, si passa in casa e, insieme a riso, farofa ecc, si prepara solitamente il tanto bramato (e per certi versi famigerato) Chester.

Dopo aver visto che nessuno mi sapeva dire che diavolo di animale fosse il Chester, mi sono andato a fare una ricerca online e questo è il risultato:
- la parola Chester deriva dall'inglese chest, petto;
- è un mega pollo da circa 4kg;
- i parenti prossimi vengono dai mitici loch della Scozia;
- frutto di una ricerca durata anni iniziata negli States, che ha portato ad un incrocio di più razze;
- incrocio brevettato e comprato dalla marca brasiliana Perdigão (a risposta dei tacchini venduti dalla concorrenza);
- nutrito a mais e soia per sviluppare la minor percentuale possibile di grasso;
- sul mercato dal 1982.

Io l'ho mangiato l'anno scorso, e, sebbene io nutra dei dubbi sulla sua salubrità, devo dire che l'ho mangiato con gusto.




10 dicembre 2013

Tante belle cose

Siamo quasi in vacanza, un altro Natale alle porte, ma purtroppo questa volta non riuscirò a passarlo nel "calore" delle mie montagne, me lo farò al mare... non è poi così male.

Sono un blogger, se così posso definirmi, davvero scarso... non alimento la mia creatura a dovere, anzi, la sto lasciando morire di fame, ma come detto anche nello scorso post, preferisco non esporre dei pensieri che per molti sarebbero impopolari.
Giacché devo riscontrare una tremenda permalosità negli abitanti di questa regione, non vi si può dire mica un 'azzo eh!?
Ti dicono "Aiutaci a migliorare, dacci il tuo feedback!", e se glielo dai negativo te li sei giocati.
Boh!?

Torniamo a noi.
Il 2013 si sta chiudendo, e di fatti, come sempre ne sono successi un bel po'... un altro anno di lavoro in terra strtaniera, un anno da studente universitario gringo, un primo anno da genitore, cosa volete di più?

Inizio con l'aneddoto università.
A fine febbraio ho iniziato il corso di designer grafico, nell'università locale, e devo dire che, a distanza di un anno (o due semestri), mi sono caduti i maroni, una grossa delusione.
Analizziamo alcuni punti.
Prima di tutto, sono uno pseudo-adulto in mezzo a dei pischelli e per questo ho delle priorità molto diverse, e ci sta... non posso contestare la leggerezza dei 20 anni, chi non c'è passato... piuttosto mi deprime la partecipazione e l'entusiasmo che questi monelli mettono quando l'argomento è design... OMG!
A stare coi depressi ci si deprime... per cui, solo il fatto di condividere tale esperienza con delle amebe, ha reso una battaglia questo anno scolastico 2013.

Punto secondo il livello di istruzione media.
Ricordo che parlo della situazione nella quale mi trovo e non di tutto il Brasile, non dovrei nemmeno stare qua a fare il puntiglioso, ma ormai dall'essere "umano" mi aspetto di tutto.
Dicevo, l'istruzione media... già... media! Nel senso che questi ragazzi non sembrano usciti dalle scuole superiori... mi sto chiedendo se esistano a BC e dintorni... molto preoccupante.

I prof e l'istituzione... boh... alcuni dimostrano una buona padronanza, ma altri mi sembrano del tutto inadeguati.
Insomma, riassumendo... non vale la pena di spendere una vaccata di soldi solo per dire che sei laureato, quando in fondo non sai un c#zzo, io la penso così.
Dubito seriamente che continuerò ulteriormente in questa avventura, ma se non altro ho vissuto un aspetto in più dell'essere abitante di questo buchetto di c#lo del mondo.
Adesso mi sto cercando un buon corso privato con qualche personaggio ben inserito nel mondo della grafica o altro che mi possa interessare (sempre nel design)... vediamo cosa succede.


27 giugno 2013

Primavera brasiliana

Non scrivo da un pò, troppe cose stanno succedendo e mi tolgono il tempo e la voglia di scrivere... e forse è meglio così, perché rischierei di farmi dei nemici.
Il mio semestre accademico è quasi finito, è una bella esperienza, è molto appagante studiare cose che piacciono davvero e a livello di difficoltà non è niente di trascendentale, basta lasciar fare all'interesse.

Da almeno una dozzina di giorni (in concomitanza con la Federation Cup) si sente dire tantissimo che "Il gigante si è svegliato", sto parlando delle rivolte che riguardano questo grande paese, e mi auguro con tutto il cuore che sia vero perché troppe volte ho pensato che più in basso di così non si può andare, e per favore, mi rivolgo a quei 2 o 3 lettori permalosi  e nostalgici, non fatemi degli inutili paralleli con la situazione italiana, perché io ora sono qua e il mio blog non si chiama "Aguzzate la vista Italia-Brasile".
Come molti avranno sentito in tv il caos è partito col pretesto degli alti costi del trasporto pubblico, questo è quello che viene evidenziato maggiormente, ma come si dice... è solo la punta dell'iceberg.
I problemi sono molti, e su tutti spiccano le gravi lacune dell'educazione e della salute, che mietono più vittime di un autobus a pezzi e maleodorante.
Gli interventi delle innumerevoli parti politiche, dello spettacolo e dello sport (ahhhhh Ronaldo e Pelé!!!) si perdono e non si contano più, ormai sembrano tutti riuniti in una sorta di tifo da stadio che dà la colpa al vicino ladro senza farsi per primi un buon esame di coscienza... sempre meglio di chi invece dice che "con gli ospedali non si affronta una coppa del mondo"... vedi filmato qui in fondo.

Un intervento di Bisio al Festival di Sanremo che avevo postato qualche mese fa calza a pennello anche in questa situazione... e per citare quanto dice uno dei miei prof dell'università "è inutile che andiamo a protestare per liberare il paese dai corrotti e gli scorretti, se per arrivare al corteo passiamo col rosso e non rispettiamo la fila di macchine davanti a noi". E qui torna fuori l'educazione.
Ribadisco che sono felice che "Il gigante si sia svegliato", era ora, ci vuole un movimento generale persistente  che non finisca fino a quando avrà causato il giusto impatto nelle teste di tutti, da chi governa al poveraccio.
Buona fortuna a questo paese e alla sua gente.

20 aprile 2013

Call Parade, street art made in Brazil

Chi è venuto in Brasile, e soprattutto chi è passato dai grandi centri urbani, si è sicuramente imbattuto in almeno un orelhão, l'equivalente della nostra cabina telefonica, con la differenza che non di non essere una "scatola" chiusa.
Da quasi un anno a São Paulo, questi arredi urbani tipici dei nuclei urbani brasiliani, sono vere e proprie esposizioni di arte a cielo aperto, pitturati da artisti locali e modellati da audaci designer di tutta la nazione.

 

Il risultato è fantastico, emerge l'innegabile talento degli artisti locali e la capacità di reinventare spazi urbani destinati al "naturale" degrado cittadino.
Vari tipi di "esplosioni" di arte urbana sono evidenti in varie città del Brasile, e si susseguono artisti più o meno riconosciuti internazionalmente.




... venire fino a qua e non provare ad imparare qualcosa sarebbe davvero un peccato.
Le opere saranno visibili fino al 24 luglio.

03 aprile 2013

Una medicina dopo l'altra (one more pill)

Le prime influenze pre-invernali stanno arrivando ed anche io sto uscendo quasi indenne da una di queste che in tre giorni mi ha messo al tappeto, poca febbre ma un gran malessere.
Il mio modo di affrontare i comuni acciacchi come può essere un mal di testa, mal di stomaco o un'influenza basica, si fa con tanta acqua e latte+miele quando è ora, nient'altro, per questo penso che alcuni mi credano paranoico, dico qua, in Brasile.
Già, cerco di non prendere nessun medicinale perché non mi fido, perché credo che in questo caso la chimica sia un'arma a doppio taglio, anche perché quando ero un bimbo ho passato delle stagioni in cui mi ammalavo di continuo, poi con l'età mi sono stabilizzato.
Da quando sono arrivato qui, se prima ero una persona diciamo normale, adesso mi ritrovo dalla parte dei paranoici, dato che sono contrario al fatto che "una pastiglietta non hai mai ucciso nessuno!", e preferisco smaltire i miei malanni senza espedienti chimici.
Sarà una mia sensazione, forse sbagliata, ma mi sembra che troppe persone associano la parola malessere direttamente alla parola medicina, come se fosse la sua naturale soluzione, ma sappiamo bene, che non è sempre così.
Ogni volta che casco nell'argomento medicinali fatto scena muta, non conosco il nome di nessun integratore, nessuna pomata e nessuna pastiglietta magica, niente di niente*, e il mio interlocutore mi guarda sbalordito.
Quello che però è più preoccupante è l'uso degli steroidi anabolizzanti, anche qui vietati, ma che entrano senza troppi problemi direttamente dagli USA e vanno come il pane, molto comuni e non solo tra gli uomini.
Un pò di tempo fa, pour parler, mi è venuto a trovare un amico di Bologna e siamo andati in una famosissima discoteca del posto; faceva impressione vedere come persino lui che è abbastanza "palestrato", in confronto alla media locale sembrava anche un pò magrino... per non parlare poi di me, che in Italia sono di "stazza" media (qui sono praticamente uno stecco).

*(cavolata... conosco il Vicks Vaporub)

27 marzo 2013

Nerd, di corsa

Un'espressione per dire "molto di fretta" è: muito corrido... ed è quello che posso dire di questo ultimo mese.

Oggi però, sono a buon punto con i miei affari, sono a buon punto con il lavoro, con gli studi... e mi avanza del tempo, mi auguro altri giorni come questo.

Dicevo dell'università.
Da esattamente un mese ho cominciato un corso di graphic design, in una delle università locali.
Quando ero in Italia ho lavorato diversi anni nel campo della progettazione e il mondo del prodotto mi è abbastanza famigliare, così... perché non allargare un pò più gli orizzonti e cercare di capire qualcosa in più di grafica?
Come dicevo, è solo un mese che ho cominciato il corso, per cui non posso tirare delle conclusioni, ma, da osservatore, esamino e considero.
A livello di metodo di insegnamento devo dire che dove studio io è molto diverso dall'università che ricordo io.
Le lezioni hanno del contenuto ovviamente, ma c'è una maggiore interattività tra prof e alunni, così come più progetti e simulazioni da presentare in quasi tutte le lezioni.
Il campus è molto animato, non so come sia ora in Italia, ma qua non ci si annoia... mi ricorda molto quei campus americani che si vedono in tv.
Poi c'è di bello che c'è molta iterazione tra aziende e università, si sente davvero che le cose succedono... insomma c'è molto entusiasmo, speriamo che duri.

Una cosa che mi fa un pò sorridere è l'apparenza di certi alunni, soprattutto alcuni dei più giovani di 18-19 anni hanno un'apparenza molto adolescenziale, capelli assurdi, magri scheletrici o dei bombolotti trascurati.
Niente in contrario... probabilmente ero così anch'io.

E insomma... sono una matricola, o come si dice qua, un calouro.

25 marzo 2013

Multitasking

Cosa dire... ormai sarete abituati a vedermi sparire nel nulla... già, sono veramente incostante.
Quest'ultimo mese è stato, anzi è, pieno di cose... e se già il break italiano/berlinese mi ha riempito di entusiasmo ed idee, adesso che ho cominciato l'università sono ancora più imballato di cose.

E' vero... non avevo ancora detto che a dicembre dello scorso anno ho fatto una selezione per entrare all'università senza dover fare i test di ammissione... non dico mai gatto (ecc. ecc.)... e così ho aspettato l'inizio delle lezioni prima di renderlo pubblico... perciò cos'è successo... ho passato la selezione col mio CV ed un portfolio, ed ora sono una matricola del mondo universitario d'oltre oceano... come dicono qua un "calouro".

Appena avrò un attimo vi dirò cosa ne penso, per ora mi limito a dire che sono ancora presente e leggo sempre tutte le email che mi arrivano, e vi ringrazio per continuare a scrivermi.
Ora però devo mettermi avanti con un lavoro che devo consegnare urgentemente, altrimenti sono fregato!

A presto!