Tra vent' anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite.
Mark Twain


Call Parade, street art made in Brazil

Chi è venuto in Brasile, e soprattutto chi è passato dai grandi centri urbani, si è sicuramente imbattuto in almeno un orelhão, l'equivalente della nostra cabina telefonica, con la differenza che non di non essere una "scatola" chiusa.
Da quasi un anno a São Paulo, questi arredi urbani tipici dei nuclei urbani brasiliani, sono vere e proprie esposizioni di arte a cielo aperto, pitturati da artisti locali e modellati da audaci designer di tutta la nazione.

 

Il risultato è fantastico, emerge l'innegabile talento degli artisti locali e la capacità di reinventare spazi urbani destinati al "naturale" degrado cittadino.
Vari tipi di "esplosioni" di arte urbana sono evidenti in varie città del Brasile, e si susseguono artisti più o meno riconosciuti internazionalmente.




... venire fino a qua e non provare ad imparare qualcosa sarebbe davvero un peccato.
Le opere saranno visibili fino al 24 luglio.

Una medicina dopo l'altra (one more pill)

Le prime influenze pre-invernali stanno arrivando ed anche io sto uscendo quasi indenne da una di queste che in tre giorni mi ha messo al tappeto, poca febbre ma un gran malessere.
Il mio modo di affrontare i comuni acciacchi come può essere un mal di testa, mal di stomaco o un'influenza basica, si fa con tanta acqua e latte+miele quando è ora, nient'altro, per questo penso che alcuni mi credano paranoico, dico qua, in Brasile.
Già, cerco di non prendere nessun medicinale perché non mi fido, perché credo che in questo caso la chimica sia un'arma a doppio taglio, anche perché quando ero un bimbo ho passato delle stagioni in cui mi ammalavo di continuo, poi con l'età mi sono stabilizzato.
Da quando sono arrivato qui, se prima ero una persona diciamo normale, adesso mi ritrovo dalla parte dei paranoici, dato che sono contrario al fatto che "una pastiglietta non hai mai ucciso nessuno!", e preferisco smaltire i miei malanni senza espedienti chimici.
Sarà una mia sensazione, forse sbagliata, ma mi sembra che troppe persone associano la parola malessere direttamente alla parola medicina, come se fosse la sua naturale soluzione, ma sappiamo bene, che non è sempre così.
Ogni volta che casco nell'argomento medicinali fatto scena muta, non conosco il nome di nessun integratore, nessuna pomata e nessuna pastiglietta magica, niente di niente*, e il mio interlocutore mi guarda sbalordito.
Quello che però è più preoccupante è l'uso degli steroidi anabolizzanti, anche qui vietati, ma che entrano senza troppi problemi direttamente dagli USA e vanno come il pane, molto comuni e non solo tra gli uomini.
Un pò di tempo fa, pour parler, mi è venuto a trovare un amico di Bologna e siamo andati in una famosissima discoteca del posto; faceva impressione vedere come persino lui che è abbastanza "palestrato", in confronto alla media locale sembrava anche un pò magrino... per non parlare poi di me, che in Italia sono di "stazza" media (qui sono praticamente uno stecco).

*(cavolata... conosco il Vicks Vaporub)

Nerd, di corsa

Un'espressione per dire "molto di fretta" è: muito corrido... ed è quello che posso dire di questo ultimo mese.

Oggi però, sono a buon punto con i miei affari, sono a buon punto con il lavoro, con gli studi... e mi avanza del tempo, mi auguro altri giorni come questo.

Dicevo dell'università.
Da esattamente un mese ho cominciato un corso di graphic design, in una delle università locali.
Quando ero in Italia ho lavorato diversi anni nel campo della progettazione e il mondo del prodotto mi è abbastanza famigliare, così... perché non allargare un pò più gli orizzonti e cercare di capire qualcosa in più di grafica?
Come dicevo, è solo un mese che ho cominciato il corso, per cui non posso tirare delle conclusioni, ma, da osservatore, esamino e considero.
A livello di metodo di insegnamento devo dire che dove studio io è molto diverso dall'università che ricordo io.
Le lezioni hanno del contenuto ovviamente, ma c'è una maggiore interattività tra prof e alunni, così come più progetti e simulazioni da presentare in quasi tutte le lezioni.
Il campus è molto animato, non so come sia ora in Italia, ma qua non ci si annoia... mi ricorda molto quei campus americani che si vedono in tv.
Poi c'è di bello che c'è molta iterazione tra aziende e università, si sente davvero che le cose succedono... insomma c'è molto entusiasmo, speriamo che duri.

Una cosa che mi fa un pò sorridere è l'apparenza di certi alunni, soprattutto alcuni dei più giovani di 18-19 anni hanno un'apparenza molto adolescenziale, capelli assurdi, magri scheletrici o dei bombolotti trascurati.
Niente in contrario... probabilmente ero così anch'io.

E insomma... sono una matricola, o come si dice qua, un calouro.

Multitasking

Cosa dire... ormai sarete abituati a vedermi sparire nel nulla... già, sono veramente incostante.
Quest'ultimo mese è stato, anzi è, pieno di cose... e se già il break italiano/berlinese mi ha riempito di entusiasmo ed idee, adesso che ho cominciato l'università sono ancora più imballato di cose.

E' vero... non avevo ancora detto che a dicembre dello scorso anno ho fatto una selezione per entrare all'università senza dover fare i test di ammissione... non dico mai gatto (ecc. ecc.)... e così ho aspettato l'inizio delle lezioni prima di renderlo pubblico... perciò cos'è successo... ho passato la selezione col mio CV ed un portfolio, ed ora sono una matricola del mondo universitario d'oltre oceano... come dicono qua un "calouro".

Appena avrò un attimo vi dirò cosa ne penso, per ora mi limito a dire che sono ancora presente e leggo sempre tutte le email che mi arrivano, e vi ringrazio per continuare a scrivermi.
Ora però devo mettermi avanti con un lavoro che devo consegnare urgentemente, altrimenti sono fregato!

A presto!

E io invece torno!

Oggi non si può parlare d'altro, d'altronde... ne va del nostro futuro... si dice così.

Chi vive fuori "casa" e non soffre della sindrome di Giuda (caratteristica di chi rinnega il proprio paese), ha sicuramente dato almeno una sbirciata ai risultati delle elezioni, e l'ha vissuto con la stessa intensità di chi vive attivamente la quotidianità italiana.
Al di là dei risultati, che possono piacere o meno, tutto questo tumulto elettivo mette in evidenza gli estremi caratteriali che fanno parte del nostro essere.
Ribadisco il fatto che vedere il proprio paese dall'esterno, da un punto di vista differente, secondo me farebbe bene a tutti, nessuno escluso.
Dico questo perché, che piaccia o no, è sempre più evidente che viviamo in un mondo molto diverso da quello di 30 anni fa, dove il provincialismo aveva forse ancora un senso.
Oggi credo che se vogliamo far parte di un contesto globale, dobbiamo prima capirlo e poi provare a muoverci e fare qualcosa in tale direzione... e come possiamo farlo se chi ci governa oggi non è cambiato negli ultimi 30 anni e peggio ancora era già vecchio a suo tempo?
E questo per sparare "solo" sui politici, ma personalmente mi trovo molto d'accordo con l'intervento a Sanremo 2013 di Bisio.

Una cosa che non mi lascia indifferente quando torno in Italia, una volta all'anno, è che non noto nessuna differenza con gli anni precedenti... sembra tutto ghiacciato... persino i capelli della vicina di casa sono rimasti assolutamente uguali (è spaventoso).
Conservare, per certi aspetti è un bene, ma restare immobili nella speranza di non perdere quello che abbiamo conquistato (o meglio altri hanno conquistato per noi) diventa preoccupante, e purtroppo questo atteggiamento lo vedo anche in tanti cari amici.

Tornando alle elezioni... purtroppo internet non va sempre così veloce, così ieri mi sono dovuto affidare a Rai International, che a sua volta mi ha messo in mondo-visione Vespa e il suo strabenedetto Porta a Porta, e mi sono ritrovato ad ascoltare i soliti papponi incartapecoriti che si perdono nelle più futili chiacchiere e se la sghignazzano tra di loro... con quell'atteggiamento di fintissima preoccupazione per il Paese.
Se non fosse che sto imparando ad essere una persona più paziente, spaccherei una tv al giorno.

Dall'altra parte comincia il piagnisteo di coloro che "peggio di così non può andare"... e per questo non fanno assolutamente nulla, se non piangere, e il paese va giù... e chi vive in certi paesi dell'estero sa perché va giù... perché c'è di peggio, ci sono tante "sfighe" nel mondo che non ce le immaginiamo nemmeno!
Abbiamo mille modi per rimanere informati, con tutti questi apparecchi multimediali e quadri-band, wi-fi e multitouch del cavolo, e crediamo ancora di essere i più poverini sulla Terra!!!

Ora ritorno ad essere un uomo paziente e a sperare di poter tornare a vivere in un Paese dignitoso.

Belli pieni

Vai a capire che ca##o passa per la testa della gente.
E' di oggi una news piuttosto sconcertante.
Balneario Camboriù, come ho già detto più volte, è una città con un enorme potenziale, gode di un ottimo clima ed è immersa in una natura fantastica.
BC, però, sta diventando sempre di più la latrina del turista, che viene qui sì a portare soldi, ma riduce la città in un grande cesso a cielo aperto.

Si sta discutendo molto, in queste ore, su una legge in via di approvazione che prevede una forte penalizzazione nei confronti di tutti i mezzi non motorizzati ed elettrici.
La legge prevederebbe una multa ed il ritiro del mezzo (sia esso bici, skate, pattini e qualsiasi altro mezzo di locomozione "alternativo") nel caso in cui il conducente non si trovi sulla pista ciclabile o, qualora non fosse presente, non si percorresse la strada a lato del marciapiede.

Quando ho letto le prime righe dell'articolo di giornale che ne parlava, non capivo dove fosse il problema, perché secondo me è giusto che se esiste una pista ciclabile la si usi.
Poi, continuando a leggere arrivo alla nota stonata del pezzo.
Per come le strade, le piste ciclabili e i parcheggi sono stati concepiti, è praticamente impossibile non andare contro questa legge, perché tra il marciapiede e la strada ci sono le macchine, in tutte le principali vie della città.
Balneario Camboriù non è mai stato l'esempio, almeno da quando io mi trovo qui, di una buona gestione ambientale, disincentivando molte volte l'utilizzo di mezzi alternativi e portando sempre di più al congestionamento del traffico e ad una conseguente invivibilità della città stessa (ed è poi questo il motivo che quando qui arrivano le ferie estive preferisco farmele al freddo).
Qui non ci sono alternative all'automobile o alle moto, ed il trasporto pubblico è un disastro in tutti i sensi, senza considerare tutto il caos dei mezzi che stanno bruciando in queste settimane come a Novembre.
Sono ormai 3 mesi che non si riesce più a percorrere il centro in automobile perché è una unica maleodorante fila di auto.
Io non so cosa passa nella testa della gente che viene a spendere vagonate di soldi per venire qua d'estate, sul serio, io non capisco cosa possa esserci di tanto "chic" (visto che piace tanto questa parola) in una città imballata di gente schiamazzante, autoradio a tutto volume, aria irrespirabile sia per le auto che per i sistemi fognari, e per dei marciapiedi che sono inutilizzabili per gran parte della città... e non vado oltre.

In ogni angolo di mondo civilizzato (e con questo non sto tirando in ballo l'Italia) si da importanza ad un vivere sostenibile, con la consapevolezza che quello che abbiamo tra le mani ha un grande valore... e in quei paesi Civili le persone capiscono e sanno cosa vuol dire tutto ciò, e non lo usano solo per il marketing o per fare bella figura al bar.


Carnevale finito, torniamo a lavorare

Quest'anno sono stato più fortunato, più degli altri anni, ma più degli anni precedenti devo dire che ne ho avuto bisogno.
Il 2012 è stato un altro anno particolare, lavorativamente prospero, ma con qualche picco di insoddisfazione personale che mi ha fatto desiderare tanto le ferie ed il conseguente cambio d'aria.
Non lo nego, sono venuto in Italia che non ne potevo più di Balneario Camboriù.
Troppa gente, troppo caos e troppo cara!!!

Così mi sono fatto ben cinque settimane di ferie, di cui la maggior parte passate in Italia con parentesi tedesca, a Berlino.
Ho fatto tutto quello che dovevo, ho visto tutti (o quasi) quelli che speravo, ho mangiato tutto (e decisamente troppo!) quello che ho potuto e sono stato accontentato (fin troppo) in quanto a neve caduta.

Poi arrivato qua mi ritrovo a dovermi riabituare alla mia vita attuale, ci impiego una settimana circa, aspetto il finire del carnevale ed ora diciamo che si può ricominciare a fare le persone serie, e soprattutto a lavorare.

Come ho trovato l'Italia in negativo l'ho già scritto: + banche, + centri di telefonia, + buche nelle strade, + aziende abbandonate, + dispendiosa e anche un pò + tamarra.
Piccola delusione delle mie vacanze è stata la parentesi milanese, mi spiego meglio... di solito Milano è sempre stata una boccata d'aria fresca dal punto di vista del design e delle idee, dell'innovativo... quest'anno devo dire che di idee nuove e tendenze alla luce del giorno ne ho viste poche; mentre ho visto che ha trovato spazio più che altro una sorta di "tamarranza" generale (vedi il portare le braghe altezza sotto-palla stile commessi di A&F).
Poi ho trovato anche della gente ben disposta e più terra/terra del solito, questo è stato di sicuro il punto più positivo.

Ora sono di nuovo qua, al mare e al caldo.

Ancora qualche giorno

Sono e sarò in vacanza ancora per un pò, vitaccia eh!?
Ogni anno al mio ritorno in Italia scatta il "trova le differenze", cos'è cambiato dall'anno precedente?
Quest'anno credo di aver trovato più cambiamenti... ad oggi ho visto:
- Un fottio di banche in più, mi chiedo come mai, visto che non ci sono più soldi;
- Un fottio di centri Tim, Wind, Vodafone e 3... se i soldi non ci sono cosa facciamo... telefoniamo di più?
- Le stesse buche nelle strade con l'aggiunta di nuove, ormai non è più piacevole guidare nemmeno qui;
- Un numero ancora più elevato di gente schizzata... ma nel vero senso della parola.

Comunque, a parte questo, l'Italia è sempre bella... ma come tanti mi vien da dire che è un gran peccato perché chi la gestisce è come si dice in Brasile: "sem vergonha".

Natale e ferie

Il mio primo Natale al caldo.
Sì, nonostante sia fuori dall'Italia da un pò di tempo questa era la prima volta che mi facevo il Natale al caldo.
Io non ho più grandi aspettative da questo giorno "magico", però sinceramente mi piace più passarlo al freddo della mia terra, in compagnia della mia amata montagna.

Qui non ho notato un gran spirito natalizio, se così lo vogliamo chiamare, molto simile al nostro, ma piuttosto una consueta voglia di fare festa, niente di strano insomma.
Innanzitutto, dove sono io si valorizza molto la cena della vigilia, il piatto principale è il chester... il peru recheado... insomma, il tacchino ripieno; niente tortellini o lasagne, ma non si può dire che non si mangi bene.
Del resto mi hanno colpito un paio di cose... mentre ero alla cassa della Loterica (un equivalente delle nostre Poste) per pagare la luce, un signore sulla settantina è entrato ed ha chiamato l'attenzione di tutti noi per augurarci un felice Natale... non sembrava ubriaco, a quanto pare aveva appena vinto una discreta cifra al lotto, ed era contento come una Pasqua, a Natale.
Un'altra situazione interessante è successa il giorno prima, il 23, mentre eravamo in spiaggia, una canzone di Natale in versione tecno annunciava un signore decisamente sovrappeso vestito da Babbo Natale che era nel cassone di un pick-up e lanciava caramelle e chewing gum ai passanti e a noi che eravamo beatamente sdraiati in riva al mare.
Altre cose memorabili non ne ho viste, ma mi è sembrato che in una località turistica come la mia, le persone vivano questa festività come un giorno di vacanza praticamente come gli altri... con una gran voglia di starsene al mare e bersi serenamente la loro birretta gelata.

Ed ora finalmente ferie.
Per un pò di tempo non entrerò online, ma sporadicamente mi ci intrufolerò.
Non posso fare altro che augurarvi buone feste, un buon 2013, sperando che il futuro ci riservi una bella ondata di positività... ma ricordiamoci che ciò dipende anche da noi.
Apriamo la nostra mente alle opportunità che il mondo ci offre, e ricordiamoci che l'Italia, la nostra realtà, qualunque essa sia, non è il mondo... ci sono tante situazioni diverse ed intriganti anche là fuori, in un mondo così apparentemente pieno di difetti.

Um grande abraço.